Gli scatti di Simone Raso grandi come palazzi
Da tre anni il fotografo varesino firma le campagne fotografiche per l'Ente del Turismo sudafricano per l'Italia. Per FuoriBit ha seguito le proiezioni su tre edifici del centro città
I lettori di VareseNews hanno imparato a conoscere le sue fotografie in occasione di eventi sportivi: dalle partite del basket e Varese Calcio, ai Mondiali di ciclismo, alle Olimpiadi Invernali di Torino, seguite in esclusiva per il nostro giornale, ma Simone Raso, classe 1975, ha fotografato moltissimo nella sua breve ma intensa carriera, spaziando in ambiti molti diversi tra loro. L’ultimo lavoro in ordine di tempo si può ammirare proprio in questi giorni sulle facciate dei palazzi di Milano per la campagna pubblicitaria di FuoriBit del Sudafrica. Proiezioni grandi fino a 15 metri con gli animali simbolo del paese africano. Elefanti, leoni, bufali e rinoceronti la fanno da padrona nelle notti milanesi fino a domenica 20 febbraio.
Come è nata la passione per il Sudafrica?
Il primo viaggio l’ho fatto con colei che ora è mia moglie nel 2004. E nonostante non ci credessi, sono stato colpito anche io dal mal d’Africa. Una sensazione che ti porta a sentire la mancanza, anche fisica, di quei luoghi, quei sapori, quegli odori. È un paese in evoluzione che vive un momento storico incredibile. Puoi trovare una città metropolitana, super moderna come Città del Capo o la natura più incontaminata della Savana.
Sei l’unico fotografo italiano che lavora per l’Ente del Turismo Sudafricano, come è nata questa collaborazione?
È nata molto semplicemente cominciando a fotografare lo stand dell’ente in occasione in alcune Fiere e poi condividendo insieme alcune idee per nuove campagne fotografiche. Per il quarto anno seguirò alcuni italiani in viaggio in Sudafrica, delle vere storytelling dove la campagna pubblicitaria nasce da esperienze reali vissute da italiani in quei luoghi.
Qual è la bellezza e la difficoltà di realizzare reportage fotografici di animali selvaggi?
Ci vuole molta pazienza. Gli animali non si mettono in posa, per cui devi avere la costanza di seguirli, conoscere le loro abitudini per riuscire a realizzare degli scatti interessanti. Lavori fino a 14 ore al giorno per avere 4 o 5 scatti buoni. Nella campagna che si vede a Milano volevo fotografare lo sguardo di questi colossi della natura. Facendo conto che un felino dorme fino a 14 ore al giorno e si muove di notte per cacciare, si capisce come non sia stato facile.
Tu passi dalla fotografia sportiva ai Safari. Quale preferisci?
La fotografia sportiva è in assoluto la più divertente. Le campagne per il Sudafrica mi danno la possibilità di raccontare un paese molto particolare dove convivono culture molto diverse tra loro, dove puoi trovare la macchina di lusso o l’abitante autoctono che vive nella tenda. Dove i bambini che vanno a scuola sono i primi a frequentare classi miste di bianchi e neri e che stanno costruendo uno stato nuovo e diverso.
Qual è la prossima sfida?
La fotografia in aereo. Ho realizzato per Aermacchi una campagna fotografica che diventerà un libro con immagini scattate in volo. Una emozione grandissima, molto eccitante che mi piacerebbe continuare a coltivare.
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