Pattoni a tutto campo: «Adesso parlo io»
Il nuovo patron, dopo le timide dichiarazioni dei primi giorni da patron, risponde punto per punto alle questioni sollevate dai giocatori, dal mister e dai dirigenti dimissionari: «Riportare i bilanci in pari primo obiettivo»
Massimo Pattoni a tutto campo per rispondere alle accuse rivoltegli da dirigenti, squadra e allenatore sulla gestione della crisi societaria. L’amministratore unico della società biancoblù cerca di uscire dall’angolo in cui è costretto e ribadisce le sue buone intenzioni per salvare la Pro Patria.
In primis risponde a Regalia e Novelli che lo hanno accusato di non aver saputo gestire il mercato di gennaio e di aver “regalato” Ripa: « Sono nuovo nel mondo del calcio – ha detto Pattoni – ma ho spiegato a Regalia la mia intenzione di vendere Ripa al Benevento poi le pressioni ricevute da Novelli con alcune telefonate mi hanno frenato per timore di ritrovarmi una rivolta di squadra e allenatore. Lo stesso Regalia, in seguito, mi aveva prospettato la possibilità di rescindere il contratto per diminuire il peso sulle casse della società». Dunque Pattoni ritorna a parlare di indebite pressioni da parte del mister, nonostante le parole dei giocatori in difesa del mister: « Le pressioni sono state fatte in assenza dei giocatori durante colloqui telefonici. Dovrebbe essere Novelli il primo a rispettare gli altri, il primo ad aggredire è stato lui» – ha dichiarato Pattoni.
Per quanto riguarda gli altri giocatori che avrebbero potuto accasarsi ad altre squadre Pattoni risponde sicuro: «Se avessero avuto una squadra sarebbero potuti andar via – ma poi precisa – certamente avrei provato a fare lo stesso discorso che ho fatto a Ripa». Riguardo all’imminente scadenza del 15 febbraio, entro il quale la Pro dovrà dimostrarsi in regola coi contributi Pattoni rilancia la palla ai giocatori: «Entro quella data bisogna adempiere a questa richiesta ma prima bisogna metterci d’accordo sugli abbattimenti degli stipendi giocatore per giocatore – spiega – se sono ancora interessati ad aiutare la società devono prendersi le loro responsabilità. Giusto pensare a vincere il campionato ma se non si fanno i tagli necessari non si potrà neanche festeggiare l’eventuale promozione».
L’immobiliarista cremonese è un fiume in piena, dopo le timide dichiarazioni dei primi giorni da patron ora sembra voler rispondere punto su punto a tutto: «Sul ruolo di Turano dico ai giocatori di non farsi pilotare da qualcuno che ha interesse a creare tensioni – chiede Pattoni – lui vuole solo darmi una mano e niente di più. La società Italgest per il momento non intende essere strumentalizzata in questa vicenda».
Le conclusioni di Pattoni sono improntate a cercare di spegnere le tensioni e a tranquillizzare i tifosi: «Le continue tensioni stanno portando male alla società – conclude – alle istituzioni cittadine abbiamo detto che passo dopo passo vogliamo risanare la società. Si chiede un aiuto alla città e agli imprenditori che fino ad ora non si sono fatti avanti, anche solo con le sponsorizzazioni».
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