I tifosi della Pro Patria in consiglio comunale
Presenza visibile, ma discreta e composta: un appello alle istituzioni a isolare Pattoni
I tifosi della Pro Patria compaiono in sala consiglio a Palazzo Gilardoni, i carabinieri anche, il sindaco no. I tifosi, del resto, Farioli li aveva già incontrati, nel pomeriggio, a Villa Calcaterra, per discutere del momento che pare ora più promettente con l’interessamento, pare, di nuovi soggetti alla società. Venerdì sera in consiglio il sindaco non è venuto: sembra avesse un incontro con un importante esponente del suo partito. I tifosi, tranquilli, si sono fatti vedere essenzialmente come appello alle istituzioni ad isolare l’amministratore unico della società, Massimo Pattoni, in cui passo indietro appare ora l’unica soluzione possibile. La questione chiaramente ha la sua delicatezza, e il sindaco, espostosi fin troppo generosamente sul fronte Pro Patria negli ultimi anni, negli scorsi mesi non ha esattamente goduto di popolarità tra la tifoseria; in vista delle elezioni, per quanto limitato possa essere l’effetto di un ipotetico sciopero del voto della tifoseria, deve pur evitare conseguenze negative. L’arrivo giusto prima del voto nuovi acquirenti in grado di salvare la società sarebbe, da questo punto, di vista, un toccasana.
Ma ad attaccare Farioli, sempre sul fronte Pro Patria, e probabilmente non sapendo ancora degli sviluppi di giornata, è un consigliere di minoranza assente giustificato, convalescente da un ricovero, ma per nulla domo: il sempre focoso Audio Porfidio. Che, si è preso la briga di contattare uno per uno per telefono tutti i cronisti presenti in aula. «Il sindaco» tuonava «scappa dai tifosi, non ha il coraggio di affrontarli. Li ha presi in giro per mesi, quelli lo avevano votato e mi auguro che non lo facciano più. A me in consiglio sa rispondere, quando vuole, ma ai tifosi che vogliono risposte chiare, cosa ha da dire? Si ricordino chi hanno votato, le promesse fatte. Le cose andavano bene, finchè allo stadio faceva il gesto dell’ombrello o si scopriva la pancia… (gesto parodiato a suo tempo anche da Beppe Grillo ndr), questa è l’immagine che ha dato della città. Date le inclinazioni, e il coraggio fin qui dimostrati, gli regalerò una carrettata dell’alimento più adeguato: carote».
La tifoseria biancoblu, verificata l’assenza del sindaco, e con in aula le sole parole conciliatorie del decano del consiglio, Ninetto Pellegatta (PdL), a ricordare la fondazione, con il ruolo centrale di Farioli, dell’associazione La Tigre nel Cuore che con i fondi raccolti ha enuto in piedi una serie di situazioni altrimenti compromesse, ha presto abbandonato il campo.
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