La storia biancorossa in due metri quadrati
Nel nostro approfondimento non può mancare un cenno a Corny Thompson. La Cimberio vince di squadra, non a caso la statistica degli assist è luccicante
Per una volta non dedichiamo l’apertura del consueto approfondimento della partita casalinga della Cimberio alla chiave tattica del match ma a quanto è accaduto prima della palla a due, prima ancora che Corny Thompson entrasse a godersi lo splendido boato di Masnago con tanto di striscione in curva e coro di una volta. Il momento più commovente arriva pochi istanti prima: in uno spazio di due metri quadrati, proprio all’entrata degli spogliatoi sotto la curva sud, si ritrova un concentrato di storia da mettere i brividi. Thompson, Isaac, Vescovi, Galleani, Bulgheroni e Pozzecco se ne stanno lì a salutarsi, a darsi pacche sulle spalle e sorrisi in una scena da incorniciare.
LA STATISTICA – Su dieci giocatori schierati da Carlo Recalcati, ben sette appaiono nella casella degli assistmen. Il totale fa 17, numero da leccarsi i baffi per questo tipo di statistica, con Stipcevic (6) e Goss (3) a guidare il gruppo. Varese sa essere altruista e sa trovare l’apriscatole per tante situazioni offensive: anche da qui passa la rinascita.
L’AZIONE – Potremmo scegliere la serpentina di Stipcevic al 20’ o una delle penetrazioni solitarie di Goss nel traffico. Invece optiamo per un canestro arrivato nel secondo quarto, merito di un’intera cooperativa: Fajardo strappa un pallone a un “piccolo” di Roma a metà campo e riapre quasi alla rugby per il “sostegno” Demartini. Il play potrebbe filare in solitaria ma vede appostato Goss che ha già messo il turbo e che vola a depositare a canestro.
MVP – Un finale così vuole che la palma vada tra le mani di ROK STIPCEVIC. Mani che non tremano neppure quando il pallone è un macigno perché, come dice lui, segnare i liberi non è così difficile: il canestro è sempre a quella distanza e gli avversari non possono frapporsi… Ditelo a quelli di Roma, o a generazioni di giocatori di ogni livello per cui ogni personale è una tortura. Però una menzione va anche a Slay, maturo, concreto e pure continuo. Non a caso Varese è tornata a vincere.
PAGELLIAMO – Demartini 6,5 (Minuti di difesa sempre utili); Goss 7 (Alcune giocate strepitose che gli errori nel finale non cancellano); Rannikko 7 (Spacca la partita con due triple e parecchio fosforo: ed era in forte dubbio…); Righetti 7 (Timido in avvio, poi si sblocca e lancia la fuga); Galanda 6 (Oggi è questo, si spreme in difesa); Kangur 7 (Gioca con il cranio aperto e si porta a casa 9 rimbalzi); Serapinas 4,5 (Al momento è improponibile); Fajardo 5,5 (Cade nella provocazione e dà il via alla sarabanda di fischiacci arbitrali); Stipcevic 8 (Ha cambiato un’intera stagione); Slay 7,5 (Thompson è su un’altra galassia, ma Ron-Ron a tratti lo ricorda).
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