Sindaci contro il pedaggio in tangenziale: “Sarà il caos”
"L’istituzione di un ticket renderà inaccettabile l’utilizzo di questa tratta agli utenti e il risultato sarà che le auto si riverseranno sulla viabilità ordinaria dei comuni intorno a Varese"
I sindaci dell’hinterland varesino sono in rivolta per i pedaggi sulla tangenzialedella pedemontana. Ieri, nove amministratori locali, compresi il sindaco di Varese e il presidente della provincia Dario Galli, si sono incontrati all’Upel di Varese e hanno deciso di chiedere un summit con la Regione e con la società Pedemontana, perché sono nettamente contrari all’istituzione di un pedaggio nei 4,5 chilometri del primo lotto, che va da Gazzada Schianno a Morazzone. Sarebbe un piccolo record, pagare un pedaggio per un tratto di strada così piccolo e probabilmente, tranne Milano, l’unico caso in Italia di casello alle tangenziali esterne a una città.
Secondo Alessandro Vedani, presidente di upel e assessore al territorio di Buguggiate, il rischio è questo: «In primo luogo siamo contrari al pedaggio perché finora ci avevano detto tutti che la tangenziale non sarebbe stata a pagamento, in secondo luogo l’istituzione di un ticket renderà inaccettabile l’utilizzo di questa tratta agli utenti e il risultato sarà che le auto si riverseranno sulla viabilità ordinaria dei comuni intorno a Varese. Ma anche il capoluogo rischia l’intasamento perché, secondo i nostri calcoli, le auto affolleranno la via Gasparotto per andare a Varese, ed evitare quella che adesso è la sp1 tra Buguggiate a Gazzada Schianno ma domani sarò una tangenziale a pagamento, con cifre che potrebbero arrivare a 30 centesimi a passaggio».
I sindaci chiedono un tavolo aperto con tutti i soggetti coinvolti anche per ridiscutere eventuali interventi correttivi della viabilità collegata. Ma c’è anche un problema politico. Ai pedaggi si è arrivati dopo che l’assessore Raffaele Cattaneo aveva fatto approvare dal cipe una raccomandazione in cui chiedeva che ogni risparmio di spesa fosse utilizzato, prioritariamente, per togliere il rischio casello. Il ministero dell’economia non può però dare corso a questa richiesta, perché il piano finanziario prevede che i rientro dal finanziamento (che per 4/5 è privato) debba avvenire in 30 anni e non in 40. Cattaneo ha detto che per protesta si incatenerà al ministero.
Il pedaggio sulla Pedemontana è certo indispensabile ma così lo diventa anche quello sulle due enclaves connesse al progetto: le tangenziali di Varese e Como. La Lega Nord, però, a sua volta ha punzecchiato l’assessore e adesso intende smarcarsi e condurre una protesta più vicina alle esigenze elettoralio del carroccio. Finora, il no al pedaggio è stato agitato dal Pd, che già nel 2009, con gli onorevoli Chiara Braga di Como e Daniele Marantelli di Varese, aveva presentato una interrogazione parlamentare al governo per chiedere notizie sul tema.
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