Una serata dedicata al terremoto dell’Aquila con Alessandro Aquilio

Lo scrittore aquilano presenta il suo libro “Ventitre secondi”. L'appuntamento è per venerdì 1 aprile, alle 21

Una serata dedicata a L’Aquila e al terremoto del 6 aprile 2009. Con due testimonianze di eccezione: quella di Alessandro Aquilio, autore del libro “Ventitre secondi” (Kellermann editore), e quella della giornalista Mediaset Gabriella Simoni, inviata a L’Aquila nel post- terremoto. L’appuntamento è venerdì 1 aprile, alla Sala Mostre del Palazzo Comunale, ore 21.00 – ingresso libero. Matteo Fontana, giornalista del quotidiano “La Provincia di Varese”, presenterà l’evento.

A due anni dal sisma la situazione aquilana resta complessa. Lavoro, investimenti, socializzazione, i punti critici. Per non dimenticare quello che è stato e i difficili anni della ricostruzione, la città di Besozzo (Varese) ha scelto di dedicare a L’Aquila una serata commemorativa, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, in compagnia di due persone che hanno vissuto quell’esperienza da due punti di vista diversi: umano e da cronista.

Alessandro Aquilio, aquilano, sulla storia che ha avuto inizio quella notte ha scritto un romanzo testimonianza, “Ventitre secondi” (Kellermann editore) che deve il suo titolo alla durata della scossa principale.  Il libro, che ha la prefazione di una delle Amiche per l’Abruzzo Paola Turci, è stato presentato in molte città italiane ed estere. Dopo Londra, dove ha ricevuto l’apprezzamento dell’ambasciata italiana, è stato ultimamente premiato a Basilea con l’Ace Award Novartis.
“Ho scelto di raccontare il dramma di centomila persone attraverso gli occhi di una famiglia, la mia” ha dichiarato Alessandro Aquilio. “Al netto delle polemiche e degli schieramenti politici, oggi il maggior rischio che corre la mia città ha un nome ben preciso: Indifferenza. Nell’anno dei 150 anni dall’unità d’Italia e a pochi giorni dal secondo anniversario dalla notte del 6 aprile, sono convinto che solo con la vicinanza e il ricordo di tutti i cittadini italiani si possano accelerare le tappe verso la difficile strada della ricostruzione. Esistono molti modi per tener viva l’attenzione e per esserci accanto. Con Ventitre secondi vi dono la mia storia, fatta di persone come voi che, loro malgrado, stanno affrontando un evento di enorme complessità. Non ho dubbi che Besozzo saprà accoglierla”.

Di come è stato raccontato il terremoto dell’Aquila e della responsabilità giocata dai media in
simili avvenimenti, ci parlerà invece Gabriella Simoni, giornalista Mediaset da sempre in prima linea durante fatti di cronaca particolarmente complessi (non ultime le attuali crisi in Nord-Africa) che ha contribuito a informare l’Italia circa la situazione di emergenza nei giorni successivi al sisma.

Quanto tempo occorre al destino per stravolgere un’esistenza? Di quanti attimi ha bisogno per fare ciò che vuole di un’intera collettività? Per L’Aquila e gli aquilani sono bastati pochi secondi per superare il confine tra la vita “prima” e la vita “dopo” il terremoto del 6 aprile 2009, definito come una delle peggiori tragedie italiane dopo il secondo conflitto mondiale. Oggi quella data è oggi una chiara linea di demarcazione netta e un costante, doloroso ricordo. Grazie alla vividezza delle immagini descritte, Aquilio guida il lettore in una storia ancor più coinvolgente perché vera, che riesce a far vedere il terremoto – o il Vigliacco, come viene chiamato nel libro – e i suoi effetti anche a chi non lo ha vissuto né è mai stato a L’Aquila.

“La storia racchiusa in Ventitre secondi mi ha sorpresa e resa fragile, mettendomi davanti a questo senso di impotenza che fatica a lasciarmi. Non credevo potesse arrivare al punto di farmi sentire un’aquilana, come tanti” afferma Paola Turci, tra le protagoniste di Amiche per l’Abruzzo, che ha curato l’introduzione al libro. “Leggere queste pagine esige una disponibilità a lasciarsi colpire allo stomaco e al cuore. A lasciarsi trafiggere e a sanguinare. Io ho scelto di farlo, immedesimandomi a fondo nei sentimenti e nelle emozioni descritte in questo racconto di vita vera. Per tutti questi motivi, e per molto altro, ringrazio Alessandro, per aver condiviso con tutti noi il dolore, lo stupore, l’amore, la rabbia e, sopra ogni cosa, la forza di ricominciare”.

Attraverso lo sguardo dell’autore e le vicende della sua famiglia si vive nel particolare una tragedia collettiva, dimostrando che spesso le storie individuali hanno in sé il germe dell’universalità, del poter parlare a tutti ed essere accessibili a tutti.  Nel racconto di poche persone, l’eco di centomila vite, di un’intera città, di una collettività che ha visto con i propri occhi la paura e il senso di smarrimento che si può provare di fronte a un evento come il terremoto. Il sisma costringe a fare i conti con il caso, con la propria dimensione umana, in una società che pare offrire solamente certezze. Gli stessi occhi, però, hanno saputo riprendere a sgranarsi e reagire al dolore, all’incredulità, allo sconforto e oggi sono ancor più consapevoli di quanto fugace possa essere la vita, di quanto coraggio ci voglia a saper intraprendere un nuovo inizio, a testa alta. Ed oggi sono gli occhi che hanno visto il peso di 23 secondi in una vita. Ventitre secondi è anche su Facebook, una piazza virtuale per discutere del libro e scambiare ricordi e idee sul sisma del 6 aprile 2009.

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Pubblicato il 28 Marzo 2011
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