Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Margutti
In centinaia hanno partecipato ai funerali del politico tradatese. Sull’altare il ricordo commosso del figlio Andrea: “Amerò la vita come hai fatto tu, fino in fondo”
Una chiesa gremita per l’ultimo saluto a Gianluigi Margutti. I funerali dell’ex vicesindaco di Tradate e politico da decenni, si sono svolti venerdì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano. Molta la commozione da parte dei presenti, almeno cinquecento persone, che, al termine della cerimonia, con un lungo corteo, hanno attraversato la città, accompagnando Gianluigi al cimitero, passando proprio di fianco al municipio.
Oltre ai parenti e agli amici, erano presenti molte autorità cittadine e provinciali: sindaco di Tradate Stefano Candiani, assessori, consiglieri e ed ex consiglieri comunali, diversi sindaci ed ex sindaci della zona, come Giuseppe Battaini, Raimondo Fassa, Antonio Simonetto, il presidente della provincia ed ex sindaco di Tradate, Dario Galli. Di fianco al feretro anche il gonfalone del Comune con schierata la Protezione Civile cittadina in divisa.
La cerimonia è stata officiata da parroco Don Erminio Villa, mentre il vangelo è stato letto da monsignor Peppino Maffi, compagno di studi seminaristici, a cui Margutti è rimasto sempre legato. Un primo intervento in ricordo dell’uomo è giunto con la predica di don Villa: «Il suo impegno era nel dialogo, con uno stile schietto e franco. Fede e ragione non sono in contrapposizione tra loro. Come nella musica, anche nella vita ci sono voci diverse che devono sapersi fondere in un unico progetto. Ciascuno di noi conosce tratti diversi del cammino di Gianluigi e posso dire che siamo tutti molto stupiti dall’energia che ha messo in ciò che ha fatto, soprattutto come ha lottato contro il male che lo affliggeva, sperando sempre. È solo per questa via che si trova il pensiero della vita e si fa tacere la disperazione».
Al termine della celebrazione è intervenuto il consigliere comunale Carlo Uslenghi: «Quando abbiamo appreso la notizia della tua scomparsa siamo rimasti attoniti, addolorati. Oggi C’e un grande vuoto in tutti, di intelligenza, di capacità, di amicizia nei confronti della comunità. Sei stato un capitano coraggioso nei conforti della malattia, un capitano che alla fine ha portato in porto la sua nave, portando luce e speranza».
La cerimonia è poi stata chiusa dal figlio, Andrea Margutti. Un saluto commosso, in cui a stento è riuscito a trattenere l’emozione, le lacrime: «Se tutti voi siete qui, è perchè in qualche modo avete un ricordo di mio padre. Per me è stato padre, fratello e amico. Aperto e sempre disponibile. Se mi rivolgevo a lui come figlio, trovavo un amico. Chi si rivolgeva a lui come amico, trovava un padre. Papà era così, una persona unica e mi ha insegnato a credere in quello che faccio, nell’amore e nella vita. È sempre stato attento a non far pesare i suoi problemi, anche durante la malattia, come se si sentisse in colpa. Ho parlato con molti di voi in questi giorni e la la stima di cui godeva, l’amicizia che c’era intorno a lui, mi hanno fatto comprendere molto altro su quello che ha fatto, che ha lasciato. Papà, amerò la vita come hai fatto tu, fino in fondo, con la fede nella vita e nell’amore. Ciao Papa ti voglio bene».
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