Eccessiva urbanizzazione: Lodi sotto osservazione

Uno studio del Centro di ricerche di Ispra mette in guardia gli effetti dell'eccessiva urbanizzazione del territorio. Ogni anno si perdono 4 milioni di tonnellate di frumento

Ogni anno in Europa una superficie più grande di Milano o Berlino cede il passo all’espansione urbana e a infrastrutture di trasporto. Questa tendenza rischia di compromettere la disponibilità di terreni fertili e riserve idriche per le generazioni future.
Uno studio realizzato dal centro di ricerche di Ispra ha evidenziato che a causa dell’impermeabilizzazione ogni anno si perdono quattro milioni di tonnellate di frumento.

L’impermeabilizzazione si verifica quando il suolo è coperto da materiali impermeabili come l’asfalto o il cemento. Tra il 1990 e il 2000 nell’UE sono stati cementificati almeno 275 ettari di terreno al giorno, per un equivalente di 1 000 km² all’anno. La metà di questa superficie è impermeabilizzata in via definitiva da edifici, strade e parcheggi.
Otto le province italiane a rischio tra cui la lombarda Lodi. Le altre città sono Vercelli, Verona, Piacenza, Parma, Campobasso, Matera e Catanzaro.
Secondo lo studio della Commissione negli ultimi anni si è registrato un rallentamento di questa crescita a 252 ettari al giorno, ma lo sfruttamento del terreno prosegue a ritmi preoccupanti.
L’impermeabilizzazione compromette irrimediabilmente le funzioni biologiche del suolo. Senza afflusso ed evaporazione dell’acqua aumentano i deflussi che talvolta possono portare a inondazioni dagli effetti catastrofici. Il paesaggio appare frammentato, gli spazi vitali si restringono o sono troppo isolati per ospitare determinate specie e la produzione agricola risulta inesorabilmente
compromessa.

Lo studio della Commissione propone una soluzione articolata su tre livelli. Innanzitutto, limitare l’espansione dell’impermeabilizzazione del suolo ottimizzando la pianificazione territoriale o ridefinendo i sussidi che incentivano indirettamente l’impermeabilizzazione. In seconda battuta, attenuare le conseguenze laddove l’impermeabilizzazione non può più essere evitata, ad esempio sostituendo l’asfalto o il cemento con superfici permeabili e costruendo “tetti verdi”. Infine, compensare le perdite attuando misure di recupero in altre aree, che possono concretizzarsi sotto forma di corrispettivi economici, come nella Repubblica ceca e in Slovacchia, oppure con una riqualificazione di terreni già impermeabilizzati, come già fatto in città come Dresda e Vienna.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Giugno 2011
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