“Livingston, dal governo nessuna certezza”

Daniele Marantelli denuncia la risposta insufficiente data dall'esecutivo: "Nessun piano industriale e neanche la conferma del prestito. Ma ci sono 400 posti di lavoro a rischio"

«Non abbiamo ancora certezze, senza un piano industriale. Il governo non può far finta di niente, ci sono 400 posti di lavoro a rischio». Daniele Marantelli del Pd striglia il governo all’indomani della risposta ad una sua interrogazione sul rilancio della compagnia: la richiesta di aggiornamenti presentata dal deputato varesino è stata discussa giovedì alla Camera. E di elementi nuovi ne sono emersi pochi, di certezze ancora meno: la conferma della tutela dei diritti di volo su Cuba (l’asset più prezioso della compagnia), la proroga della sospensione delle licenze fino al 24 ottobre. Mentre ancora non vi è certezza sul via libera europeo al prestito-ponte di 9,8 milioni: «si è ancora in attesa della decisione comunitaria in merito» ha detto il ministero dello sviluppo economico.

«Non mi aspettavo un piatto d’arrosto fumante, ma qui c’è solo fumo e un po’ di cenere» dice ironico Marantelli, preoccupato per la situazione della compagnia di base a Cardano al Campo. Livingston, ancora nessuna certezza sul prestito ponte«Non c’è nessun piano industriale e i 9,8 milioni sembrano non essere ancora certi. E anche se ci fossero, rischiano di essere polverizzati in poco tempo se non c’è un piano industriale credibile e sostenuto dai privati», dice ancora il deputato del Pd, che imputa i ritardi e le incertezze non al commissario straordinario Daniele Discepoli («a cui abbiamo dato leale collaborazione), ma all’esecutivo. Una inerzia che, a distanza di otto mesi dal blocco delle operazioni per la compagnia, mete sempre più a rischio i 400 posti di lavoro, 400 persone in gran parte giovani e qualificate, che per ora vanno avanti con la Cassa Integrazione. Il primo orizzonte per ripartire era la stagione estiva, ormai alle porte, ora si confida di poter rialzarsi in volo per quella invernale.

Marantelli richiama dunque il governo, PdL e Lega al loro ruolo in una vicenda in cui le forze politiche locali avevano lavorato «con leale collaborazione» nei mesi scorsi, ad esempio muovendosi congiuntamente proprio per salvare i diritti di volo su Cuba. Il deputato Pd nella sua interrogazione chiedeva certezze sul piano industriale, anche per non sprecare soldi pubblici in una operazione senza futuro. Dura anche la richiesta di allontanare i manager ancora legati alla vecchia gestione di Massimo Ferrero. E mentre Livingston fatica a ripartire, gli occhi sono puntati anche sul futuro di Malpensa in generale, di cui la compagnia charter è un tassello, ma che registra anche l’addio pesante di Lufthansa Italia. «Il presidente del Consiglio aveva detto che dopo il primo consiglio dei ministri a Napoli per i rifiuti sarebbe venuto a Malpensa. Son passati 1100 giorni e Berlusconi non si è ancora fatto vedere».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Giugno 2011
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