Varese bussa alle province limitrofe: “Pagate per i vostri studenti”
È più di un milione di euro la spesa che ogni anno Villa Recalcati sostiene per accogliere gli studenti pendolari. L'assessore Bottini chiede il "federalismo scolastico"
Un milione e 140.000 euro. Tanto costano all’anno gli studenti "non varesini" che frequentano le scuole superiori del nostro territorio alla Provincia. Il conto è stato fatto dall’assessorato all’edilizia scolastica che ha calcolato al centesimo le spese ordinarie annuali di ognuna delle 30 scuole sotto la sue gestione per poi dividerle per i 33.000 studenti totali: « Ogni studenti ci costa all’anno circa 270 euro – spiega l’assessore Gianfranco Bottini – La spesa globale per la gestione ordinaria è di 9 milioni e 100.000 euro all’anno. È chiaro che noi siamo favorevoli alla mobilità degli studenti. Sta di fatto, però, che più di un milione di euro viene versato per sostenere il diritto di studenti i cui genitori producono "reddito" in altre province. Chiediamo, quindi, che si apra un tavolo di confronto in UPL (Unione province lombarde) per affrontare in modo sistematico il "federalismo scolastico"».
La Provincia di Varese, quindi, chiede un’attenzione federale alle spese e alle entrate in questo ca
mpo:
« Qualche anno fa – ricorda Bottini – avevamo stretto un accordo con la Provincia di Como che ci riconosceva 100.000 euro. Poi l’accordo si è concluso e nessuno ne ha più parlato».
Sono soprattutto comaschi (1767), milanesi ( 1600) e brianzoli (850) gli studenti che quotidianamente entrano nelle classi varesine, a fronte di una mobilità in uscita di qualche centinaia di ragazzi: « Un milione di euro sottratto ai varesini non sono cose di poco conto di questi tempi…».
L’assessorato, inoltre, ha deciso di accendere un riflettore sulla voce spesa "scuola": « Abbiamo stanziato più di 330.00 euro per mettere a posto o cambiare gli arredi delle scuole superiori – spiega l’assessore – alcuni istituti hanno bisogno di maggior sostegno come il Newton di Varese ( 45.000 euro) o il Verri di Busto ( 95.000) perchè hanno una situazione particolare. Più o meno, però, tutti riceveranno un finanziamento per migliorare l’ambiente di studio. Chiaro è, comunque, che ora starà agli studenti e ai dirigenti mantenere decoroso l’ambiente in cui vivono. Stiamo per arrivare alla definizione di un patto ben preciso con i dirigenti per una maggiore responsabilizzazione. È evidente a tutti che studiare in un ambiente decoroso invoglia maggiormente e i risultati si vedono»
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