Numero unico d’emergenza: servizio al via anche in Lombardia
Dopo la sperimentazione varesina il modello sarà attivato a tutta la regione a partire dal prossimo anno
A partire dal prossimo anno ci sarà il numero unico di emergenza europeo 112 in tutta la Lombardia, con l’attivazione di tre sedi di call center a Varese, Milano e Brescia. È quanto prevede il Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Interno e Regione Lombardia firmato oggi dal ministro Roberto Maroni e dal presidente Roberto Formigoni, alla presenza di numerose autorità tra cui il vice capo della Polizia Nicola Izzo e il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi.
Presenti per Regione Lombardia anche gli assessori Giulio Boscagli (Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale), Luciano Bresciani (Sanità) e Romano La Russa (Protezione civile, Polizia locale e Sicurezza). È coinvolto in questo progetto anche l’assessore Marcello Raimondi (Ambiente, Energia e Reti).
Il modello è quello del ‘call center laico’, in grado cioè di raccogliere le chiamate di tutti i numeri di emergenza (112, 113, 115 e 118, vale a dire Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Emergenza sanitaria, Protezione civile e Polizia locale) e di smistarle.
"Nasce subito – ha spiegato Formigoni – un gruppo di lavoro per garantire l’operatività del 112, che è stato sperimentato nell’ultimo anno a Varese con risultati eccellenti".
A un anno esatto dall’avvio della sperimentazione (21 giugno 2011) sono arrivate al call center 430.868 chiamate identificabili (1.180 al giorno di media). Notevole il lavoro di filtro garantito dal ‘call center laico’: quasi il 50 per cento delle chiamate non è stato inoltrato alle centrali operative di secondo livello (deputate a intervenire sulle emergenze segnalate), che sono state così liberate dal peso di molti contatti "fasulli".
"E’ stato dunque possibile – ha proseguito Formigoni – misurare fin da subito un significativo incremento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione nella gestione delle chiamate di emergenza da parte di tutte le centrali operative coinvolte, con un sensibile miglioramento della gestione operativa e un’ampia soddisfazione della cittadinanza coinvolta dalla sperimentazione. Per questo si è deciso di procedere con l’estensione del modello all’intera regione".
Tra le caratteristiche principali del nuovo servizio 112 Formigoni ha ricordato la localizzazione, cioè la possibilità per gli operatori di individuare subito il punto da cui parte la chiamata e l’accessibilità sia per i disabili, con un apposito servizio di messaggistica, sia per gli stranieri, grazie al contributo di interpreti specializzati.
"In questo modo – ha detto ancora il presidente – i nostri cittadini avranno la certezza di poter accedere in tempi rapidissimi e con grande efficienza a un aiuto plurispecializzato".
Il ministro Maroni, dal canto suo, ha sottolineato che "in Lombardia entro il 2012 può essere validato un modello di eccellenza ed efficienza da utilizzare poi in tutte le regioni".
Quanto alla sperimentazione condotta a Varese nell’ultimo anno, Maroni ha parlato di una iniziativa di successo: "Non era facile e non era scontato, ma le cose sono andate bene grazie
all’ottima collaborazione tra Ministero dell’Interno e Regione Lombardia".
Il ministro ha infine ricordato come, dalle 33 centrali oggi esistenti, si arriverà ad averne solo 3 con evidenti vantaggi in termini di razionalizzazione, efficienza e risparmio di risorse.
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