Privati nella Seprio Servizi “ma solo per rifiuti e farmacia”
Il direttore della società, Stefano Moroni, spiega il progetto che è stato presentato in comune e che prevede anche la realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti
I privati entreranno nella Seprio Servizi, ma solo nel settore dei rifiuti e nel settore farmacia. Lo ha affermato Stefano Moroni (nella foto a destra), direttore della società Seprio Patrimonio e Servizi, controllata fino ad oggi al cento per cento dal comune di di Tradate.
Moroni ha illustrato martedì mattina il piano aziendale che è stato presentato a settembre al comune e che deve essere ancora approvato dall’amministrazione tradatese. Ma il direttore ha anche voluto precisare una situazione: «Lo sforamento del patto di stabilità da parte del Comune non è una responsabilità di Seprio. Fino ad oggi la società ha dato molto di più di quel che ha ricevuto dal comune. Siamo un fornitore come tanti altri. La scelta del comune non dipende da Seprio. Negli articoli di giornale ho letto molti numeri parziali che non rappresentano in maniera corretta la situazione. Oggi Seprio avanza dal comune dei crediti che dovranno essere liquidati. Nella propria gestione, con attività ordinarie e straordinarie, la società ha chiuso i propri bilanci sempre in utile. Anche se non è nata per fare utili, come con un normale priovato, alla fine si genera utile per migliorare i servizi e consentire all’utenza di non vedere un aumento delle tariffe».
La situazione della società è comunque uno dei tasselli fondamentali del bilancio del comune. Proprio per questo è stato steso un piano anche in vista delle recenti normative: «Il progetto presentato al Comune è un passaggio obbligato per adeguamento delle norme che prevedono la cessione parziale dei rami “rifiuti” e “farmacia” a dei soci privati. Precisiamo che la Seprio Patrimonio e Servizi non apre il capitale ai privati: saranno create due società controllate che vedranno l’ingresso di privati per percentuali di circa il 40 per cento. Per individuarli saranno effettuati dei bandi europei».
Secondo il direttore questa operazione permetterà degli sviluppi chiari nei settori “rifiuti” e “farmacia”. «Lo ripeto, la cessione ai privati è un obbligo normativo, non ce la siamo inventata noi per sistemare i conti, che comunque sono a posto. L’arrivo di soci privati consentirà l‘ingresso di capitali freschi, utilizzabili per migliorare i servizi».
Diverse le ipotesi contenute nel progetto presentato al comune, come la creazione di nuovi servizi farmaceutici (una seconda farmacia comunale appena la città “sfora i 18mila abitanti), oppure la realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti: «Il tutto senza alcun costo per la collettività – prosegue Moroni -. Nel progetto è previsto che con l’ingesso del privato si possa pensare a progetti per la realizzazione di impianti di trasformazione dei rifiuti. Non stiamo pensando a strutture di impatto particolarmente gravoso, ma oggi il rifiuto è strumento di produzione di reddito e sostenibilità, con impianti a impatto zero e che non devono preoccupare i tradatesi. Ora non importa quale tipo di impianto, il progetto è da studiare, ma siamo intenzionati ad andare in questa direzione».
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