Cimberio sprecona, ko anche a Montegranaro
Ottava sconfitta in trasferta su nove partite per i biancorossi che sciupano 7 punti di vantaggio nell'ultimo periodo e fanno felici i pericolanti marchigiani (63-60). Pesano i tanti errori gratuiti
Non finisce mai di stupire la Cimberio “formato trasferta”. Uno stupore che però, purtroppo, è di segno negativo perché per l’ennesima volta in stagione la squadra di Recalcati affonda lontano dalle mura amiche di Masnago, lasciando strada a una Fabi Shoes tutt’altro che sensazionale. La novità è che stavolta Varese riesce pure a dilapidare un vantaggio solido come i 7 punti accumulati al termine del terzo periodo, l’unico in cui Kangur e compagni hanno segnato con continuità e condotto le danze con una certa sicurezza. Prima (quarti 1 e 2) e dopo (ultima frazione) Varese ha partecipato con i rivali alla fiera dell’orrore: se Montegranaro ha tirato male, la Cimberio ha replicato perdendo 14 palloni in 20’. Per questo, non certo per le difese, il punteggio è rimasto inchiodato in basso dal principio alla fine: l’unico modo di trovare un motivo per sorridere era dunque portarsi a casa la vittoria ma anche su questo fronte Varese è rimasta con un pugno di mosche in mano.
A giochi fatti tornano così in mente i tanti canestri facili sbagliati dai giocatori di Recalcati: un contropiede di Kangur, due “riccioli” di Diawara, un appoggio di Fajardo, un paio di penetrazioni di Weeden. Un malloppo di punti gettati al vento cui si possono aggiungere i liberi falliti per moltiplicare il rimpianto per l’ennesimo viaggio a vuoto. Certo, non c’era Rannikko e la sua assenza si è sentita soprattutto nel finale, con la palla bollente a lungo gestita – in appoggio a Stipcevic – da Demartini a causa dei falli di Weeden e dell’inaffidabilità di Hurtt. Ma non si può giustificare il risultato per la febbre di un giocatore (la Fabi ha appena perso il suo lungo più forte, Brunner…): questa Cimberio ha limiti soprattutto mentali quando gioca lontano da casa e ormai questa spiegazione pare una verità assodata. Sapere che sabato prossimo si giocherà ancora in trasferta (a Casale) però, non lascia certo tranquilli.
PALLA A DUE – Con Rannikko costretto a rimanere a casa per via dell’influenza, Carlo Recalcati ripropone in formazione Hurtt che però comincia dalla panchina. Il quintetto è per Stipcevic e Weeden insieme ai soliti Kangur e Diawara e a Garri, confermato nei cinque titolari dopo l’ottimo avvio con Milano. Montegranaro, diretta da Giorgio Valli si stringe attorno al suo condottiero Zoroski e al totem Ivanov, “orfano” della torre gemella Brunner ceduto a Cantù dieci giorni fa.
LA PARTITA – Sembra la classica Varese “formato trasferta” quella dei primi minuti di gara: la difesa non funziona e viene punita dal tiro di Zoroski così in pochi minuti la Cimberio è sotto 11-3 perché anche con palla in mano si combina poco. Recalcati chiama un time out da cui Talts non si sveglia ma Kangur si scatena: tre triple dell’estone trascinano Varese al sorpasso (15-16). La spinta però finisce lì e nelle ultime azioni del periodo la Fabi riallunga sino al 22-16 finale, con Varese abbonata alle palle perse (già 7).
Il mini-intervallo non migliora le cose, anzi: per lunghi minuti l’unico canestro ospite è un libero di Diawara che poi deve pure farsi medicare per una botta. I suoi compagni, Weeden in testa, non azzeccano una mossa e quando Ivanov segna una tripla forzata Montegranaro è a +11. Pure Kangur non trova il canestro: Varese riesce a segnare solo con un coast-to-coast (con schiacciata) di Fajardo. Il resto è un disastro, tra passaggi sbagliati, falli commessi e rimbalzi concessi agli avversari. Monte, per fortuna, commette a sua volta diversi errori ma questo per Varese significa solo non sprofondare. Il ritorno in campo di Diawara dà a Recalcati almeno un’opzione d’attacco: i 5 punti del francese (su 8 totali nel quarto) valgono il 32-24 di metà gara.
Il buon basket rimane una chimera anche dopo l’intervallo, quando però la Cimberio mette più aggressività nelle proprie azioni offensive, costringendo spesso al fallo i gialloblu. Peccato però che in queste occasioni arrivi un 2/6 ai liberi: il risultato inizialmente non cambia anche perché i marchigiani fanno peggio, restando a secco per lunghi minuti. A cambiare l’inerzia della gara è l’accelerazione di Weeden: due liberi, una tripla e un piazzato da fuori valgono 7 punti in fila e il sorpasso al 25’ (32-33). La Fabi finalmente cancella lo 0 nei punti segnati ma Varese mantiene la propria continuità in attacco con una tripla di Diawara con cui tocca il +6, corretto allo scadere (39-46) quando Stipcevic sgancia e mette a segno un canestro da tre su assist di Fajardo.
IL FINALE – Il “tesoretto” biancorosso viene presto dilapidato: dopo un gioco da 3 punti di Karl e un gran canestro di Kangur la Fabi Shoes recupera subito il divario grazie ai rimbalzi d’attacco di Ivanov e Mazzola. Stipcevic segna una penetrazione con libero aggiuntivo (47-51) ma poi Varese fallisce triple a ripetizione: errori pagati a caro prezzo perché McNeal e Zoroski firmano il sorpasso. Un erroraccio di Fajardo costa il posto allo spagnolo: sul campo torna Talts ma anche Weeden, pur con quattro falli a rilevare un Demartini che non riesce a dare ritmo ai compagni. Montegranaro ha la mira migliore e segna con Karl il 55-51 con 3’ da giocare. L’8-0 di parziale è rotto da Weeden che guadagna e segna due liberi e poi scarica un assist per la tripla a segno di Kangur che vale il nuovo sorpasso (55-56). Sembra la giocata che lancia Varese e invece è il canto del cigno: dopo i liberi di McNeal e un canestro di Diawara infatti, l’equilibrio si rompe perché l’americano di Valli segna di nuovo mentre Varese forza e sbaglia con Weeden (ma dare a Diawara quella palla?) Si va al fallo sistematico e ai timeout: Ivanov fa 1/2 ma dalla parte opposta anche Kangur fallisce un personale e non trova l’aggancio. McNeal invece è implacabile e quando Weeden sbaglia apposta un libero nel disperato finale il rimbalzo è gialloblu e coincide con la resa esterna di Varese. La numero otto su nove trasferta in questa stagione.
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