Kurtic dà classe al centrocampo

Dopo alcune prove opache il giovane regista offre una prestazione di valore. E alle sue spalle Troest e Terlizzi non sbagliano un colpo

BRESSAN 6 – Bertani escluso, gli avversari fanno di tutto per non chiamarlo in causa. Due parate più sceniche che difficili sull’ex bomber del Novara e per il resto solo disimpegni.
 
PUCINO 6,5 – Presenza utile sulla fascia di destra dove per la verità la Samp ci prova con poche e confuse azioni. Ha vent’anni, gioca in uno stadio di Serie A senza mai dare l’impressione di soffrire, e anche quando deve commettere fallo lo fa senza sbagliare i tempi.
 
TROEST 7 – Efficienza nordica al servizio di mister Maran. Se la palla è alta ci va di testa (e ci arriva sempre), se è bassa interviene con i piedi e allontana la minaccia, se ce l’ha un avversario non rischia mai l’anticipo e si limita (!) a contrastarlo. Lineare e preciso.
 
TERLIZZI 8 – Alla precisione chirurgica del compagno di reparto, unisce badilate di classe ed eleganza. Chi non lo conosce rischia ogni volta l’infarto, quelli che sanno come gioca preparano l’applauso preventivo, tanto non perde una palla.
 
GRILLO 6,5 – Fa della disciplina una bandiera e ciò gli consente di reggere l’urto anche quando Padalino cerca spazio dalle sue parti. Prova più di una sortita in avanti mostrando coraggio.
 
ZECCHIN 6 – L’uomo dei calci piazzati questa volta non sforna miracoli né a palla ferma né in movimento. Forse capisce che non è la miglior giornata possibile e allora si dedica a un lavoro di sottofondo che comunque permette al Varese di non soffrire l’uomo in meno sulla linea dei centrocampisti.
 
CORTI 7 – A un certo punto sbaglia un passaggio e causa lo stupore in tutti i tifosi varesini, tanto abituati alla sua produzione impeccabile. Ha davanti Palombo ma quello da maglia azzurra sembra lui e come al solito, quando tutti sono stanchi, emerge trottando a ritmi alti. Ma come fa?
 
KURTIC 7 – Questa volta gioca la partita – con la testa prima che con il corpo – dal primo all’ultimo minuto e il suo apporto si vede. Quando il Varese domina sul piano del possesso palla c’è lui a dettare ritmi e passaggi in mezzo al campo, anche con quel po’ di supponenza che oggi si può permettere visto che non sbaglia un tocco né un movimento.
 
NADAREVIC 6 – Sarebbe da non sufficienza per quel maledetto vizio di voler fare tutto da solo, a costo di prendere a testate i muri di cemento armato. Però un’impresa del genere vale almeno il “6 politico” a tutti perché comunque anche l’ala un contributo lo dà, per lo meno in fase di frizzantezza.
(Carrozza 7 – Potrebbe anche lasciare Varese in settimana, direzione Siena. Se così andasse, si congeda con l’assist che vale il gol-vittoria: può senz’altro bastare).
 
MARTINETTI 6,5 – Esce stremato a partita ancora tutta da giocare, perché passa più di un’ora a catapultarsi dovunque spiova un pallone. Ci arriva di testa e di piede, prova anche il tiro da fuori, prende un palo (a gioco fermo): insomma, prima di spegnersi fa un po’ di tutto.
(De Luca 6,5 – Gli chiedono di mettere pressione sulla statica difesa di Iachini e lui porta a termine il compito andando ogni volta a “pungere” la retroguardia, costringendola a dar via palla a qualche modo).
 
NETO PEREIRA 6,5 – Il cuore gli darebbe otto per la classe che mette in campo contro qualunque avversario, anche con quelli che provano a picchiarlo per evitare che prenda ritmo. Peccato che al momento del tiro o dell’ultimo passaggio sia poco incisivo, altrimenti il punteggio (e la sua pagella) sarebbero ben più ricchi.
(Damonte 8 – Baciato dal destino, lui che è cresciuto a pochi chilometri da qui e che qui veniva da bambino a vedere il grande calcio. Entra spaesato, sbaglia un movimento e un passaggio ma poi trova il tiro più bello della sua ancora giovane carriera).

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Pubblicato il 06 Gennaio 2012
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