La svolta con Stipcevic

Diawara vuol dire concretezza, ma la partita si spacca quando il playmaker croato prende in mano la squadra. Milano si scioglie nel terzo periodo: solo 4 punti segnati

LA CHIAVE – Facile ma doverosa la segnalazione di quanto accade a rimbalzo nel 163° derby tra Pallacanestro Varese e Olimpia Milano. Sotto i tabelloni la squadra di Recalcati, più piccola, più leggera e forse anche più corta (almeno nelle previsioni) agguanta ben 28 palloni, 12 in più degli avversari che non sfruttano a sufficienza i centimetri di Bourousis, Fotsis e Mancinelli, né la reattività di Rocca. E quando il nano Cook viene assurdamente messo contro Diawara il divario diventa imbarazzante: il francese chiude a quota 11 con ben 8 rimbalzi offensivi. Varese a quel punto può anche sbagliare i tiri (solo 5/20 da 3) perché la palla torna in cassaforte.

LA STATISTICA – Quattro punti in un periodo, per di più fuori casa. Milano non può pensare di vincere con una voce simile nello score, anche perché la Cimberio in quei 10’ (quelli del terzo quarto) ne fa 18 nonostante gli errori dalla lunetta. Un break che non verrà più ricucito, giustamente.

L’AZIONE – L’alley hoop tra Fajardo e Diawara nel pieno della quarta frazione è forse la giocata più importante della gara, vuoi perché carica a mille Varese, vuoi perché muove il punteggio dopo qualche errore. Però l’azione più spettacolare la regala Kristjan Kangur: l’estone, già con quattro falli sul groppone, non ha timore di volare in difesa e sparare una stoppata mostruosa a Giachetti in contropiede. Se Milano aveva un minimo di speranza, qui si arrende del tutto.

MVP – Se Kuba Diawara è l’uomo della costanza – perché quando in campo combina sempre qualcosa di buono – ROK STIPCEVIC è il giocatore che spacca in due la partita. A secco per mezza partita, è lui a mettere i punti che più contano nell’asfittico terzo periodo (e attacchiamoci pure qualche assist al bacio). Milano lo pressa, lui perde un solo pallone con cinque recuperi, e con Rannikko e Weeden è nella situazione ideale per giocare.

PAGELLIAMO – Stipcevic 7,5 (Quando si sveglia, si mangia Milano); Rannikko 7 (Dimentica i suoi dolori, ne infligge alla difesa milanese. Capitano coraggioso); Talts 6,5 (Due tocchi di fioretto, qualche colpo di clava. Tutti utili); Diawara 7,5 (La marcatura di Cook nel finale lo esalta, ma ancora una volta svolge al meglio il ruolo di prima punta); Garri 7 (Sette, come i punti segnati nei minuti giocati). Kangur 6,5 (Non brilla in attacco, ha problemi di falli ma guai a dire che ha fatto male); Ganeto 6,5 (Segna quando Varese non trova altri sbocchi, poi si perde un po’. Ma stavolta lo promuoviamo); Fajardo 7 (Sbaglia poco, fa sentire gomiti ed esperienza, fa legna sotto contro gente ben più celebrata); Weeden 5 (Stecca la prima varesina soprattutto al tiro. In difesa farà bene).

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Pubblicato il 22 Gennaio 2012
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