“Sì al compostaggio, ma secondo le regole”
Sinistra Ecologia e Libertà interviene sul progetto del centro-rifiuti proposto da Ricicleco tra Sciarè e Cassano Magnago
Riceviamo e pubblichiamo la posizione di Sinistra Ecologia e Libertà di Gallarate sul progetto di ampliamento del centro di compostaggio proposto dalla società Ricicleco. Le prospettive sull’impianto saranno al centro di una serata di approfondimento organizzata dal comune di Gallarate il prossimo 1 febbraio.
Sia chiaro, non soffriamo della sindrome Nimby: cioè dappertutto tranne che nel nostro giardino. Diremmo, e diciamo, le stesse cose se il centro di compostaggio previsto a Sciaré lo volessero costruire in un’altra città. Sia chiaro anche che, per affrontare il “problema dei rifiuti”, bisogna intervenire sulla riduzione della quantità di rifiuti prodotti (eliminare i sacchetti e le confezioni inutili, smettere di comprare e produrre bottiglie di plastica, tornare alle vecchie ma pratiche ed ecocompatibili sporte, diffondere i distributori di latte, paste, detersivi…) e sulla raccolta differenziata e successivo riciclaggio di quei rifiuti che non è possibile non produrre.
Non siamo a priori contrari a ogni centro di compostaggio. Anzi.
Siamo contrari a questo progetto di centro di compostaggio.
Siamo contrari per il posto dove lo si vuole costruire: un’area di esondazione di fascia B del Rile e del Tenore che già è erosa dalla presenza dell’Hupac e che lo sarà ancora di più dalla futura realizzazione della bretella alla Pedemontana. Non vogliamo essere allarmisti, ma dopo le inondazioni che stanno colpendo la Penisola, non varrà la pena cominciare a usare un po’ di buon senso e di cautela?
Per la cementificazione dell’area che il progetto prevede, area oggi verde giacché appunto area di esondazione: un capannone di oltre 4.000 m², una tettoia tamponata di 1380 m², una tettoia aperta, due cilindri per la digestione anaerobica di 20 metri di altezza, l’area di deposito pavimentata e altro ancora.
Per la quantità di rifiuti che si vogliono trattare e le conseguenze che ne verranno per noi cittadini: più di 35.000 tonellate di rifiuti organici all’anno. Per avere un’idea, circa il 70% dei rifiuti organici prodotti dall’intera provincia di Varese! Come verranno portati al centro questi rifiuti? Quanti camion passeranno sulle nostre strade in aggiunta al traffico esigente? Quali odori si sentiranno nei quartieri vicini, dove già oggi ci sono lamentele? Che conseguenze ci saranno per gli abitanti, i negozi e le realtà produttive di Sciaré e Madonna in Campagna?
Ricicleco, la società che presenta il progetto, assicura che non ci saranno né odori, né rumori, né traffico. E’ la stessa società che già oggi assicura che non è lei la responsabile degli odori che i cittadini annusano e denunciano. E’ la stessa società che ha ricevuto dalla provincia di Varese varie diffide. E’ la stessa società che afferma che non è necessaria una VIA, valutazione d’impatto ambientale.
A decidere sarà la Provincia di Varese, su delega della Regione, come la legge prevede. Le due città coinvolte, Gallarate e Cassano Magnago, potranno e dovranno esprimere un loro parere.
Bene fa l’amministrazione di Gallarate a confrontarsi coi cittadini, a fare conoscere il progetto, a uscire dalla logica che tutto viene fatto sulle nostre teste senza la possibilità di prendere parola. Un’assemblea, quella organizzata mercoledì 1 febbraio, per ascoltare noi abitanti, tenere conto di quel che diciamo, portare in Provincia la nostra voce. Voce che la Provincia e chi nella Provincia di Varese rappresenta il nostro territorio dovrà ascoltare. Anche scegliendo di richiedere una valutazione ambientale. Il minimo per decidere su un progetto di tale portata.
Sinistra Ecologia Libertà Gallarate
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