Unipol, Berlusconi a giudizio
La vicenda riguarda la pubblicazione della famosa conversazione telefonica tra Piero Fassino e Giovanni Consorte, all’epoca a capo di Unipol, rimasta celebra per il passaggio “abbiamo una banca”
L’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio con l’accusa di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio nel procedimento che riguarda l’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte nell’ambito della mancata scalata alla Bnl. Lo ha deciso il gup Maria Grazia Domanico al termine dell’udienza di questa mattina.
La vicenda riguarda la pubblicazione della famosa intercettazione telefonica tra l’attuale sindaco di Torino e Giovanni Consorte, all’epoca a capo di Unipol, rimasta celebra per il passaggio “abbiamo una banca” pronunciato da Piero Fassino.
Quella intercettazione, non ancora trascritta, era stata pubblicata dal quotidiano il Giornale dopo che il nastro, questa è la tesi dell’accusa, venne stato portato direttamente nella villa di Arcore alla vigilia del Natale 2005.
«Non ho mai ascoltato quell’intercettazione, me la sarei ricordata», ha detto l’ex presidente Berlusconi.
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