Troppe allergie: colpa dell’inquinamento e dell’ igiene

Scoppia la primavera e arrivano le allergie. Riniti ma anche asma. Ne parliamo con il primario di pneumologia dell'ospedale di Circolo

Allergia ai fiori Riniti, asma, dermatiti, gonfiore, eczemi. Chi più ne ha più ne metta. Inizia la primavera ed esplodono le allergie. Almeno quelle respiratorie, anche se ormai, la nostra popolazione soffre in gran quantità di problemi legati alle allergie a questo o a quel fattore: « Diciamo che è un fenomeno in crescita esponenziale – commenta il dottor Fausto Colombo, primario di pneumologia all’ospedale di Circolo – È lo scotto che pagano le popolazioni più industrializzate a causa dell’aumento dell’inquinamento. In Africa o in Sud America i casi sono decisamente più contenuti».

All’ospedale di Circolo le richieste di test o di visite sono in costante aumento: « In quest’ospedale trattiamo le allergie respiratorie mentre a Cittiglio si curano quelle alimentari. Se il problema è legato ai farmaci li indirizziamo al Niguarda di Milano. Se la reazione è alla punture di insetti, vespe o calabroni, l’assistenza è a Busto. Data l’ampia gamma di problemi, esiste una rete complessa. Noi ci occupiamo di problemi respiratori tenendo sotto controllo le forme che possono deviare in asma, una patologia da non sottovalutare».

Mentre sono in diminuzione le allergie al lattice, in crescita sono le reazioni per polveri o presenza di acari: « Il vero problema è l’eccessiva igiene che si vuole raggiungere nella convinzione che un ambiente disinfettato sia più salubre – ammonisce il dottor Colombo – io sconsiglio l’uso degli spray igienizzanti così come tutte le sostanze che tendono a rendere antisettico un ambiente. Le nostre difese vanno stimolate così da essere pronte a reagire a qualsiasi sollecitazione esternza. Gli ambienti devono essere essenzialmente sobri e puliti ma senza esagerazioni».

Grande attenzione, dicevamo, va invece riservata alle forme asmatiche: «La definiamo la "marcia allergica" e va tenuta monitorata per evitare che degeniri in asma, malattia dalle conseguenze pericolose. Occorrono farmaci adeguati e gli antistaminici non risolvono il problema dell’asma. Esiste il vaccino studiato proprio per interrompere questa marcia degenerativa dalla rinite. Il problema è che non ha la stessa efficacia su tutti. Insomma, quando si cominciano a sentire fischi o mancanza di respiro o tosse insistente, allora è bene alzare la guardia».
I casi di asma, tra tutti i campi allergici, rappresentano non più del 6-8%, anche se nei ragazzi la percentuale può salire fino al 20%: « Tra i 20 e i 40 anni i problemi asmatici si quietano grazie al riequilibrio ormonale. Superati gli "anta" però, le allergie possono riesplodere in qualsiasi momento: è sufficiente una bronchite. Ricordo, infatti, che l’asma è una infiammazione cronica evolutiva».

Allora, anche quando i problemi respiratori sembrano un lontano ricordo, è meglio mantenere uno stile di vita sano, evitando il fumo, facendo vita all’aria aperta. Il problema, però, è che il "nemico" si annida proprio là fuori: « La stagione delle allergie inizia presto con le betulle e si protrae fino a giugno. In questi ultimi anni, però, è arrivata una pianta infestante che si è presto diffusa in tutta la provincia. È l’ambrosia altamente allergenica. Così la stagione finisce in autunno: un vero dramma per l’esercito di allergici! Si sta cercando una via d’uscita: sono in corso studi per testare l’efficacia del vaccino anche in questo caso».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Marzo 2012
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