Salta l’incontro su Giovanni Blini, ma non si sa di chi è la colpa
Venerdì sera alla Cuac era prevista la presentazione del libro sul fondatore di Comunità Giovanile, organizzato da tre sigle dell'area riformista. Ma la porta è rimasta chiusa, per timore di "non ben identificate reazioni"
Salta la conferenza ad Arnate su Giovanni Blini, il giovane fondatore di Comunità Giovanile scomparso 22 anni fa in un incidente: gli organizzatori – i circoli culturali riformisti di Gallarate, L’Incontro e Garibaldi, e l’Associazione Mazziniana Italiana- danno la colpa a «non ben identificate reazioni», si rammaricano di quel che accaduto.
Cosa è successo? Quando gli organizzatori sono arrivati davanti alla sala prenotata, alla Cuac di Arnate, hanno trovato la porta serrata. Così gli organizzatori dicono che «alcune non ben identificate reazioni, sembra motivate del timore di contestazioni “a priori”, hanno di fatto messo il responsabile della sede nelle condizioni di negare l’agibilità delle sala un’ora prima dell’incontro». «Abbiamo saputo da una telefoant di Mascella dell’Anpi che c’erano persone che volevano contestare perché si parlava di un giovane di destra in un luogo di sinistra» dice invece Pierluigi Galli, dell’associazione Incontro. Forse a partire da questo, qualcuno si è messo a parlare di un intervento dell’Anpi, che però si dichiara estranea alla questione (tra l’altro alla serata doveva partecipare anche il senatore Giuseppe Gatti, iscritto Anpi) e annuncia un ulteriore chiarimento ufficiale. Lo stesso Pierluigi Galli prova a bagnare le polveri: «Credo si sia trattato di un fraintendimento».
Fatto sta però che nessuno riesce però a confermare di chi sia stato l’intervento intimidatorio. «Nelle mail di organizzazione dell’incontro erano state espresse alcune perplessità su possibili contestazioni, ma nessun riferimento specifico» ci spiega invece un associato di una delle realtà organizzatrici. C’è da precisare che non è la prima volta che ci sarebbero contestazioni, che in passato erano venute da gruppi "informali" e autonomi.
In ogni caso, la serata – cui partecipavano il giornalista Silvestro Pascarella, Stefano Gussoni vice presidente Fondazione Giovanni Blini e i genitori di Blini – non si è fatta. O meglio: è iniziata con notevole ritardo, in un’altra sala privata trovata in fretta e furia, con poco pubblico.
«In qualità di responsabili dei Circoli culturali organizzatori – dicono Pierluigi Galli Filippo Proto Aurelio Ciccocioppo – non ci resta che rammaricarci per l’inopinato rifiuto, augurandoci una futura maggiore sensibilità, connessa alla capacità di non sottrarsi a un confronto comunque e con chiunque, con lo spirito aperto di un credibile progetto culturale prima ancora che ideologico».Questo invece il commento di Comunità Giovanile: «Ci lascia increduli e amareggiati constatare che, ad oltre vent’anni di distanza, esistano gruppi di persone che rifiutano di conoscere e incontrare tutto ciò che considerano "diverso", ancora schiavi della logica perversa della contrapposizione ideologica. Siamo allibiti nel vedere che permangono nel nostro territorio le divisioni anacronistiche riferite alle ideologie novecentesche, ormai seppellite sotto le macerie che esse stesse hanno causato».
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