Il tenente Cenci “è tornato a baita”
Era il tenente che affiancò Rigoni Stern nel corso della ritirata di Russia: divenuto medico, insegnò anche in università a Varese
Anche il tenente Nelson Cenci è “andato avanti”: è morto di tumore all’età di 93 anni l’ex ufficiale alpino che comandava il plotone di Mario Rigoni Stern e che è più volte citato nel romanzo “Il sergente nella neve”.
Cenci – nato a Rimini, cresciuto sulle povere montagne dell’Appennino – si era arruolato volontario e, dopo un breve periodo in Montenegro con la Divisione Julia, era partito per la Campagna di Russia nella Divisione Tridentina, fu uno dei pochi ufficiali che riuscì a rientrare in Italia: nel libro di Rigoni Stern l’ultima immagine lo vede sdraiato nella neve di Nikolajewka, il 26 gennaio 1943, con le gambe spezzate. Ma la sua storia non finì nella steppa russo-ucraina: «Anche il tenente Cenci è tornato a casa, oggi fa il medico e insegna agli studenti» scriveva Mario Rigoni Stern in una edizione per ragazzi del “sergente nella neve”.
Dopo la guerra, infatti, Nelson Cenci si laureò in medicina e chirurgia, divenne primario di otorinolaringoiatria all’ospedale di Circolo di Varese: insegnò anche in università, quando la sede dipendeva ancora dall’Università degli Studi di Pavia. Viveva in Franciacorta, si era stabilito nella terra da cui venivano la gran parte degli Alpini del suo battaglione e aveva assunto nella tenuta anche alcuni dei suoi ex compagni d’armi. In anni recenti molti lo ricordano nella ripresa dell spettacolo “Il sergente” di Marco Paolini”, allestito in una cava sotterranea: Cenci fu presente anche alla recita a Varese.
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