Il Varese crolla in casa sotto i colpi di Cacia
Una tripletta del centravanti permette al Verona di espugnare Masnago (0-3). Biancorossi sottotono, non bastano l'ingresso di Ebagua e la generosità di Zecchin
Il bel Varese di inizio campionato affonda in casa contro una delle favorite per la promozione diretta in Serie A, l’Hellas Verona costruito per vincere tutto da Sean Sogliano. Un passivo pesantissimo quello raccolto dalla squadra di Castori, tanto nel punteggio (0-3) quanto nel gioco, perché questa volta i biancorossi finiscono schiacciati dalla personalità degli avversari. Che in più hanno un uomo come Daniele Cacia: il centravanti gialloblu è di gran lunga l’hombre del partido con la tripletta secca spedita alle spalle di Bressan, impreziosita dallo splendido pallonetto del momentaneo 0-2.
Impietoso il confronto con l’attacco biancorosso composto dai volenterosi Eusepi e Momenté, peraltro ben poco supportati dai compagni. Qualcosa è cambiato con l’ingresso di Ebagua ma il suo impatto è stato attutito dalle parate di Rafael e così Mandorlini ha potuto dormire sonni tranquilli perché nel Varese troppe cose non hanno funzionato. Il centrocampo in particolare: Corti e Kone non si sono mai visti in fase di impostazione mentre Kink in fascia ha fallito peggio che a Castellammare.
Insomma una serata che il Varese deve presto dimenticare: ora c’è quasi una settimana di tempo prima della prossima partita, lunedì sera in trasferta a Cesena. Per riprendersi i biancorossi possono aggrapparsi alle due cose positive: i risultati delle altre (pareggi per Sassuolo e Livorno che spreca due reti di vantaggio) e il bell’applauso regalato dai tifosi di Masnago a un gruppo che comunque, fino a ora, ha fatto 13 punti in sei partite.
COLPO D’OCCHIO – Non c’è il grande pubblico a Masnago per quella che comunque è la partitissima della Serie B. Il meteo e lo stadio non aiutano, ma sono soprattutto le scelte in materia di viabilità (strade chiuse in larghissimo anticipo, divieto di vendita dei biglietti il giorno della partita) a scoraggiare il pubblico. Poco più di 200 i veronesi sugli spalti che si fanno comunque sentire mentre il resto dello stadio incita a gran voce i biancorossi.
CALCIO D’INIZIO – Ebagua e Momenté, alle prese con acciacchi fisici, si siedono comunque in panchina accanto a Castori: attacco biancorosso con Momenté ed Eusepi mentre Kink agisce sulla fascia cominciando da destra. In difesa, come annunciato ieri, è Troest e non Rea accanto a Carrozzieri.
Mandorlini conferma un modulo offensivo in cui trovano posto due ex varesini: si tratta di Cacciatore e Carrozza, piuttosto fischiati. L’Hellas mette il talento Hallfredsson sulla linea mediana con Gomez e Cacia in avanti accanto proprio a Carrozza.
IL PRIMO TEMPO – Il Varese prova a scendere in campo usando la testa, frase ben interpretata sia per la disposizione in campo sia per i primi tentativi che sono, appunto, due inzuccate firmate da Eusepi e Momenté. Il pallone in entrambi i casi è fuori dallo specchio della porta anche se quello indirizzato dall’ex pavese è davvero a lato di un soffio. Con il passare dei minuti però il Verona guadagna campo, anche se il possesso è piuttosto sterile e il primo pericolo (palla da Gomez a Cacia, uscita bassa di Bressan) nasce da un rimpallo. La palla del possibile vantaggio arriva al 17′ sui piedi di Hallfredsson che però, dal limite e solo, scocca un tiraccio che finisce sul velodromo. Poco prima un bel cross dell’islandese era stato intercettato da un’ottima copertura di Grillo su Gomez, sempre temibile.
Il Varese avrebbe qualche spazio d’azione sulla destra dove opera Kink, ma l’estone infila una serie di errori disarmanti tanto in impostazione quanto nei dribbling, per non parlare di un tentativo ciabattato da 30 metri. Peccato perché il suo unico spunto, al 35′, mette in difficoltà la retroguardia e serve a guadagnare un angolo.
Dall’altra parte però cresce Laner in modo evidente: l’ex Albinoleffe è rapido e incisivo e costringe al fallo da ammonizione Carrozzieri che deve chiudere con le cattive uno scambio pericoloso. La punizone di Carrozza è ben calciata ma Bressan è sicuro nel bloccare la sfera. Proprio Laner però inventa l’azione che porta il Verona al vantaggio: l’altoatesino recupera una palla vagante a metà campo e di prima intenzione la manda in profondità dove Cacia ha tutto lo spazio che vuole per puntare Bressan in uscita e batterlo con un tocco morbido.
Il brusco risveglio porta il Varese a premere di più; Castori inverte finalmente Kink e Zecchin ma è troppo tardi. Finale convulso con tanto di colpo a gioco fermo di Gomez a Grillo: giallo per l’attaccante scaligero e tutti negli spogliatoi, con qualche scintilla tra Ebagua e Mandorlini.
LA RIPRESA – Si ricomincia con Nadarevic al posto dell’inguardabile Kink e il bosniaco prova subito a imprimere un po’ di ritmo sulla sinistra conquistando un corner su cui il Verona trema. La palla però cade sporca dalle parti di Momenté che non riesce a concludere a rete. L’attaccante ex Inter lascia il posto al 10′ a Giulio Ebagua, l’unica vera carta di Castori per provare a raddrizzare l’andamento del match.
Il problema è che da lì a pochi istanti l’Hellas raddoppia, ancora con Cacia: pezzo di bravura dell’attaccante che riceve palla a trenta metri dalla porta e sorprende Bressan, poco fuori dai pali, con un pallonetto fulminante.
La reazione biancorossa passa dagli uomini più avvezzi all’aria di Masnago: Zecchin, Nadarevic e soprattutto Ebagua, letteralmente spiritato. Mandorlini deve ringraziare i tre strepitosi interventi del portiere Rafael. I primi sono al 21′: Ebagua riesce a girare di forza un cross di Zecchin, il portiere gli nega il gol e poi si oppone alla grande alla bordata mancina di Nadarevic. Poco dopo, su angolo conquistato ancora da “Zecco”, Ebagua svetta anche di testa con Rafael di nuovo pronto a volare (foto di S. Raso) per togliere la sfera dalla rete.
Il momento migliore del Varese è però interrotto da… Corti che al 29′ fa la frittata definitiva perdendo una palla non difficile sulla propria trequarti. Nei pressi c’è Martinho che ringrazia, si invola verso la porta e quando è chiuso dal mediano e da Bressan serve il solito Cacia a centro area. Appoggio facile facile e tripletta personale per il bomber del Verona, mattatore della serata: quando Mandorlini decide di toglierlo, anche la tribuna biancorossa è “costretta” ad applaudirlo.
L’ultimo quarto d’ora è inutile: il Varese non ha più la forza di provarci (salvo un tiro di Zecchin deviato di poco in corner), l’Hellas non infierisce e si prende gli applausi convinti dei suoi tifosi. Sull’altro fronte però anche i supporters biancorossi regalano carezze a Corti e compagni: una bella dimostrazione di fiducia in una serata nera, di cui gli uomini di Castori devono fare tesoro.
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