Un’intera casa “spogliata” da rame e ghisa, tre arresti
Avevano già caricato l'autocarro , ma i militari della Finanza li hanno sorpresi e arrestati. "Furti sempre più frequenti a causa dell'aumento del prezzo di bronzo, piombo e rame sul mercato internazionale"
Erano riusciti a caricare sul loro autocarro materiale ferroso per un valore di alcune migliaia di euro appena rubato da un’abitazione di Lonate Pozzolo ma, percorsi pochi metri, sono stati fermati e arrestati.
In manette sono finiti tre italiani di Cerro Maggiore (MI), un operaio lattoniere di trentaquattro anni e due disoccupati di 48 e 31 anni.
I tre, mercoledì pomeriggio, hanno raggiunto uno stabile di proprietà del Comune di Lonate Pozzolo e, dopo essersi introdotti forzando una finestra, hanno asportato tombini e griglie in ghisa, canaline e pluviali in alluminio e rame per un valore di diverse migliaia di euro.
Una volta caricato il materiale ferroso su un autocarro hanno tentato di allontanarsi ma una pattuglia di militari del Nucleo di Polizia Tributaria, in servizio di controllo del territorio predisposto ai fini della tutela della sicurezza economica, li ha sorpresi e, dopo una breve fuga, li ha fermati e tratti in arresto in flagranza di reato per l’ipotesi di furto in abitazione pluriaggravato e gli ha sequestrato arnesi da scasso quali un “piede di porco” (o levachiodi), usato con lo scopo di forzare serramenti, lamierati e altri materiali, una cesoia da lattoniere ed altri attrezzi da carpentiere di uso comune.
Nel giro di pochi minuti sono sopraggiunte altre due pattuglie per fornire ausilio ai militari intervenuti anche nell’esecuzione delle conseguenti perquisizioni domiciliari.
I tre soggetti arrestati avevano precedenti per reati contro il patrimonio, possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso, porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, violenza, minaccia.
Il lattoniere è stato trovato in possesso di un certificato di malattia dell’INAIL che attestava la sua assenza dal lavoro per infortunio, fino al giorno del furto.
Le tre persone arrestate sono state portate nel carcere di Busto Arsizio, a disposizione della magistratura.
"I furti di metallo – dicono dal comando provinciale di Varese – , sempre più frequenti a causa dell’aumento del prezzo di bronzo, piombo e rame sul mercato internazionale e di una richiesta crescente soprattutto da parte delle economia asiatiche, rappresentano un fenomeno criminale in crescita, tra i più remunerativi ed insidiosi perché colpisce aziende, immobili pubblici, con ingenti perdite economiche e le infrastrutture provocando, talvolta, l’interruzione di pubblici servizi essenziali, con possibili implicazioni per la sicurezza e l’ordine pubblico; in tale contesto si colloca l’azione di contrasto svolta dalla Guardia di Finanza, come forza di polizia, non solo economico-finanziaria".
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