Villa Cortese atto quarto: “Faremo qualcosa di grande”

Alla Sala Consiliare la presentazione ufficiale dell'Asystel MC-Carnaghi: le giocatrici consegnano le tessere agli abbonati. Caprara: "Mi sento al posto giusto". E Caserta: "Voglio restare qui 25 anni"

Serviva proprio un bel bagno di folla all’Asystel MC-Carnaghi per scacciare via i fantasmi di questo lungo precampionato: le vicissitudini delle giocatrici, la rottura dell’ultim’ora con Puerari, l’accoglienza piuttosto freddina dell’ambiente. La squadra biancoblu (foto Buzzoni per AsystelMCCarnaghi) se l’è concesso venerdì sera nella classica cornice della Sala Consiliare di Villa Cortese, stipata fino all’inverosimile di appassionati e supporter: un bel vedere, così come riuscita è l’idea di far sfilare le giocatrici tra due ali di ragazze del settore giovanile. Il boato più forte è stato riservato a Paola Cardullo, idolo delle prime due stagioni in A1. Simpatici i siparietti finali: un brillante video di presentazione della stagione, poi le giocatrici che si prestano a una sessione di fotografie con i fan e consegnano con le proprie mani le tessere agli abbonati. Che, a proposito, hanno già superato i 700, ben più dei 620 della scorsa stagione; e in occasione della presentazione si è rivista (e sentita) pure la tifoseria organizzata, fin qui non pervenuta.

Al resto ci ha pensato il sindaco di Villa Cortese, Giovanni Alborghetti, che nel suo sincero intervento ("Abbiamo sofferto per qualche mese, avevamo il dubbio che non avremmo più vissuto una serata così") ha riservato anche due pepate provocazioni ai protagonisti: "Caserta non si illuda di partire velocemente da Villa, è qui per restare. E quanto a Caprara, stia attento perché se non va come deve andare non vorrei che finisse anche lui a Baku", con riferimento trasparente all’ex coach Abbondanza. La risposta di Antonio Caserta è tranciante: "A Milano sono stato 14 anni, a Novara 11 e qui voglio rimanere per 25 anni, a dispetto di tutti quelli che scrivono cavolate (il termine usato è stato ben più forte, n.d.r.). La condizione è una sola, che dalla prima partita siate in 5000 al palazzetto!". Più misurato ma ottimista Giovanni Caprara: "A volte nella vita capita di sentirsi nel posto giusto, e a me sta capitando. Ho trovato quello che cercavo da quattro anni, un gruppo che lavora tutti i giorni e con grande impegno; l’importante è dare affetto e positività alle ragazze, farle lavorare in un ambiente sereno, e sono convinto che faremo qualcosa di grande. La Supercoppa? Un punto di partenza e non di arrivo. Comunque a Baku non ci starei poi tanto male – conclude ironicamente il tecnico – parlo perfettamente il russo e dicono che laggiù paghino anche bene…".

Grande fiducia anche nelle parole del presidente Gian Carlo Aliverti: "Io penso solo al futuro, ancora una volta ci presentiamo al via di quattro competizioni e non vedo l’ora di rivivere l’atmosfera della gara. Seguire un team così è elettrizzante, si sente che c’è la voglia di arrivare in alto, e mi fermo qui per scaramanzia". A lui il capitano Katarina Barun ha consegnato una maglia personalizzata, così come agli altri ospiti: il presidente onorario Adriano Carnaghi, il patron Flavio Radice e Ferruccio Ferro. "Questa è la quarta presentazione in A1, ma io nelle tre stagioni precedenti non c’ero – ha fatto notare l’assessore allo Sport del Comune di Castellanza – può essere un bel segnale per la cabala…". Un piccolo spazio, infine, per la formazione Under 18 guidata da Franca Bardelli, che parteciperà anche quest’anno al campionato di B1, ma soprattutto mira al terzo titolo nazionale consecutivo nella sua categoria.

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Pubblicato il 05 Ottobre 2012
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