“Palazzo Minoletti, biblioteca o altro?”

Giorgio Morosi, ex consigliere comunale del PdL, ritorna sul tema del futuro dell'edificio di piazza Garibaldi, dopo l'intervento dell'architetto Scaltritti. E ricorda i progetti per la biblioteca preparati dalla vecchia amministrazione

«Scelte di ampio respiro». Sono quelle che Giorgio Morosi, ex consigliere comunale del PdL, chiede per il futuro di Palazzo Minoletti e delle sedi del "sistema culturale gallaratese", a partire dalla sede della biblioteca, da tempo al centro di dibattito.
Morosi ha lavorato ad un documento del PdL gallaratese sul tema, oggi ripropone il tema facendo riferimento proprio a quanto scritto pochi mesi fa, intervenendo nel dibattito "innescato" dalla lettera dell’architetto Matteo Scaltritti, della Società Gallaratese degli Studi Patri. «È dato ampiamente condiviso che la Biblioteca civica versi oggi in condizioni critiche». Un riferimento, prima che all’istituzione, anche all’edificio che ospita la biblioteca, la ex Casa del Balilla edificata negli anni Trenta. «La struttura, nel corso dell’ultimo ventennio, ha visto una progressiva saturazione delle aree disponibili; la situazione si è poi ulteriormente aggravata in conseguenza dei numerosi interventi di adeguamento alle prescrizioni di legge in materia di sicurezza, che hanno sottratto o reso inagibili ulteriori spazi».

Nel frattempo l’amministrazione di centrosinistra ha iniziato con uno spostamento della biblioteca, annunciato ma ancora da realizzare: «La scelta di trasferire il piano superiore della biblioteca civica nella sede della GAM in viale Milano (circa 1000 mq) ha l’indiscutibile pregio di offrire una prima risposta ad una situazione ormai insostenibile, ma non è priva di risvolti problematici» dice ancora Morosi. «La sede di viale Milano è pienamente a norma per la fruizione da parte del pubblico, inclusi i disabili? E’ prevista l’esecuzione di lavori per l’adeguamento dei locali e dei relativi impianti? L’area interessata dal trasloco è ancora parzialmente occupata dalla biblioteca della GAM, che dovrà necessariamente essere trasferita in altra sede, che quegli spazi siano destinati alla biblioteca civica. La proposta di trasferire la biblioteca della GAM nella nuova sede del MAGA è ragionevole, ma è stata fatta un’attenta valutazione dell’impatto che questa scelta avrebbe sugli spazi del nuovo museo? Ci sono spazi adeguati nella struttura di via De Magri o si rischia di comprimere qualche altra funzione esistente?».

Ed è appunto qui che l’esponente del PdL chiede un dibattito e una prospettiva che guardi al futuro: «Accanto alla gestione dell’emergenza, deve profilarsi un progetto di più ampio respiro, che sappia disegnare una prospettiva realistica di medio-lungo termine per la biblioteca civica. In quest’ottica, riteniamo indispensabile che la Giunta si pronunci in modo chiaro rispetto ai progetti delinati dalle Amministrazioni precedenti. La Giunta condivide l’analisi e le prospettive contenute nel piano biblioteconomico elaborato dal Consorzio interbibliotecario "Panizzi"? Rispetto all’ipotesi di realizzare la nuova biblioteca civica a Palazzo Minoletti, vi sono obiezioni logistiche e funzionali oppure vi sono solo ostacoli di natura squisitamente economico-finanziaria? Nel primo caso, sarebbe opportuno chiarire pubblicamente quali siano le problematiche tecniche che mettono in discussione il completamento del progetto» in particolare rispetto al piano biblioteconomico predisposto in passato e rispetto al progetto di massima elaborato dall’Ufficio Tecnico del Comune. «Se invece si condivide l’impianto progettuale, ma oggi non si riesce ad individuare le risorse con le quali implementarlo, allora sarebbe opportuno evitare di prospettare altre destinazioni per il Palazzo Minoletti ("punto giovani", centro anziani, centro sociale, etc.), che richiedono interventi di ristrutturazione e adeguamento analoghi all’installazione di una biblioteca e, quindi, un impegno economico altrettanto proibitivo. Ci sono alternative a Palazzo Minoletti? Noi, pur ritenendo che l’edificio di piazza Garibaldi rappresenti la soluzione migliore, riteniamo che la Giunta abbia la piena facoltà di proporre progetti alternativi». Una proposta alternativa per la biblioteca? Potrebbe riguardare la sede Amsc di via Bottini, di cui si : «suggeriamo all’Amministrazione in carica di valutare l’opportunità di installare la sede definitiva della biblioteca civica nei capannoni retrostanti, che sono vuoti e che da tempo ospitano una parte dell’emeroteca», vale a dire la collezione di giornali e riviste che erano fino a pochi anni  fa depositate in spazi inadeguati in Piazza San Lorenzo.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 14 Novembre 2012
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