Perché devo scoprire per caso che non ho più il medico?

Una madre chiama il pediatra del bimbo perché sta male e viene a sapere che si è trasferito. Il fatto causato dalla mancata spedizione di 550 lettere da parte del distretto Asl

Scoprire per caso che il proprio medico di base o pediatra non c’è più. Se n’è andato, ha cambiato residenza, ha smesso di lavorare: insomma non è più nel suo studio a curarti o a prescriverti ricette o medicine. 
È successo anche a una lettrice che ha chiamato lo studio del pediatra a causa della malattia del figlio. Si è sentita rispondere che in quel momento il medico non c’era perchè malato e che, comunque, dall’inizio dell’anno si è trasferito per cui la signora doveva cercare un altro pediatra: «La cosa che più ci fa rabbia – spiega la madre –  è il fatto che ne siamo venuti a conoscenza soltanto per caso (se non si fosse ammalato nostro figlio) e come noi sono nella stessa situazione 750 bambini. Veniamo anche a sapere che la ASL lo sapeva già da un bel mesetto. La cosa che fa più specie è il fatto che ci è stato risposto che loro le lettere per informare sono già state inviate poco prima di Natale ma pare che siano arrivati alla lettere D».
« Inviare un sms oppure un’email o fare delle telefonate sopratutto a chi ha dei problemi seri non potevano farlo?» si domanda la lettrice. 

Quello che è successo non è chiaro nemmeno al direttore generale dell’Asl di varese Giovanni Daverio: «Nonostante non ci siano norme precise che dicano cosa fare nei casi di trasferimento del medico, la prassi prevede che lo specialista ci avverta un mese prima e noi, fatti gli interventi organizzativi necessari per sostituire quella figura, avvisiamo i pazienti con un anticipo di 20 giorni. Purtroppo, abbiamo verificato che nel caso denunciato dalla signora sono partite solo 200 delle 750 lettere predisposte. Così, buona parte degli assistiti non è stato messo in grado di sostituire il pediatra. Concordo con la lettrice che si potrebbe innovare tecnologicamente ma per ora ci affidiamo ai metodi tradizionali. Voglio, infine, tranquillizzare la madre che si è detta preoccupata soprattutto per quei bambini più fragili: per loro abbiamo un registro apposito che verrà preso in carico appena il nuovo medico otterrà il consenso da parte dei genitori».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Gennaio 2013
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