Caos poste, è caccia ai francobolli da 10 centesimi
Dopo il cambio delle tariffe postali ci sono ancora montagne di scorte di francobolli da 0,60 euro inutilizzabili senza la piccola integrazione che, però è andata a ruba
Montagne di francobolli da 60 centesimi inutilizzabili senza l’integrazione da 10 centesimi. Che però non è disponibile.
Il piccolo caos che si sta creando tra gli utenti delle poste è dovuto semplicemente ad un piccolo balzello: da gennaio spedire una lettera o una cartolina non costa più 60, ma 70 centesimi. Il problema, però, è che chi era in possesso dei vecchi francobolli da 60 centesimi non se ne può fare nulla senza l’integrazione. Un’integrazione che, purtroppo, è andata a ruba ed ora è praticamente introvabile.
Nelle tabaccherie e negli uffici postali è caccia ai francobolli da 10 centesimi, gli unici che possono permettere di smaltire il vecchio taglio da 60.
Questo sembra un problema da poco ma se considerato sui grandi numeri assume tutt’altra connotazione: tabaccherie, uffici postali e privati dei vecchi francobolli, per questioni di comodità, ne avevano fatto scorte e adesso sono quasi inutilizzabili.
Subito il taglio da 10 centesimi è andato a ruba e adesso il poligrafico dello stato ha dovuto lavorare doppio: per stampare i nuovi francobolli da 70 centesimi (distribuiti l’1 marzo) e quelli di tagli più piccoli.
Poste Italiane assicura che il problema è in via di risoluzione e che comunque esiste anche un’altra via percorribile. Per superare questa occasione straordinaria gli uffici danno la possibilità, gratuitamente, di affrancare le lettere con un’integrazione virtuale. Si tratta di un’etichetta adesiva che può essere applicata direttamente in posta. Il servizio normalmente è a pagamento oltre una certa soglia di pratiche da spedire, adesso resterà gratuito fino a quando la soluzione non tornerà normale. Nel frattempo dovrebbero tornare disponibili i piccoli tagli da 10 centesimi.
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