A Voltorre una scuola per riscoprire il mestiere di suonare le campane
Un'associazione nata nel luglio 2025 che oggi ha una decina di iscritti e che porta avanti la tradizione di suonare le campane
Riportare in auge la suonata delle campane. Questo l’obiettivo principale della Scuola Campanaria del Chiostro di Voltorre. Un’associazione nata il 9 luglio 2025 che vede intorno a se meno di una decina di iscritti, tutti giovanissimi, e con tanta passione. Ragazzi dai 12 ai 17 anni che hanno voglia di imparare a suonare le campane e continuare a farlo nel loro paese sul Lago di Varese o nei comuni circostanti.
A raccontarci di questa neonata realtà sono Francesca Ossola, presidente dell’associazione e Paolo Branchi, vicepresidente e campanaro con alle spalle una buona esperienza nonostante i trent’anni appena compiuti. Quella del campanaro infatti, è un’arte che si impara già da piccolissimi. Un interesse che nasce alla vista delle campane, da quelle corde da suonare che generano dei suoni.
Almeno, è così che racconta anche Riccardo Menacorde (un cognome su misura, vista la sua passione), 12 anni, suonatore di campane fin da piccolissimo. Già a tre anni, racconta, era attirato da quel suono e non ha mai smesso. Oggi, insieme ad altri amici, è parte dell’associazione nata nella frazione di Gavirate: «Sogno di fare il musicista ma senza smettere di suonare le campane. Mi è sempre piaciuto e negli anni ho affinato sempre di più la tecnica e l’orecchio».
Nella sua testa la mappa dei comuni di tutta la provincia di Varese e non solo, sono divise in base al tipo di campanile che hanno conservato. Se è possibile suonarlo, se è antico o moderno. Paolo Branchi sottolinea: «La Lombardia e la provincia di Varese sono zone di campanari. Questo del Chiostro di Voltorre ad esempio è uno dei più antichi ed è una fortuna averlo e avere ancora oggi la possibilità di suonare le sue campane».

Quello del campanaro è un lavoro che si impara sul campo. Tra corde, scale strette, arrampicate e viste mozzafiato. «Dietro al suono delle campane c’è molto, siamo contenti di aver dato vita a questa realtà», commenta Francesca Ossola. Intanto, il piccolo gruppo legato all’associazione ha esordito anche in altri campanili, ad esempio durante la prestigiosa festa di Sant’Antonio di Varese dove hanno suonato le campane. Ma non è stata l’unica occasione e l’idea è quella di collaborare sempre di più con realtà vicine e lontane.
Nel frattempo si godono la bellezza del loro campanile tra i più storici della provincia, ancora firmate dalla ditta Bianchi di Varese e dove vengono accompagnati anche dallo storico campanaro, il signor Claudio. Intanto, nella piccola Chiesa di San Michele è conservata la campana del XIII secolo, attiva per oltre sette secoli.

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