Malpensa inquina? No, non ci sono prove
Le conclusioni dello studio sulla qualità dell'aria fatto dall'Arpa: "Poche differenze rispetto ad altre aree del territorio provinciale". Colpa anche del traffico e dei camini a legna
La conclusione è netta: non ci sono dati che mettano nero su bianco l’impatto dell’aeroporto di Malpensa sul territorio circostante. Lo mette nero su bianco l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, l’Arpa, che ha curato nell’arco di un anno e mezzo una indagine per conto dei Comuni aeroportuali. Scrivendo di più: non si può distinguere l’inquinamento di Malpensa dalle altre fonti nell’area, che sono il traffico dei veicoli, ma anche i camini delle case, dove si brucia la legna (biomasse).
Avviato nell’estate 2011, lo studio di Arpa è stato svolto con quattro diverse campagne di rilevazione nel periodo compreso tra il 20 ottobre 2011 e il 30 agosto 2012, così da avere una "copertura" su tutte le stagioni. Le postazioni principali di rilevazione sono state posizionate a Somma Lombardo (a ridoso del Terminal 2), a Lonate Pozzolo su una strada principale, a Casorate Sempione e Ferno dentro agli abitati, rispettivamente ai margini del centro storico e nella nuova periferia residenziale Nord. Parallelamente sono state fatte anche quattro campagne con laboratorio mobile nei Comuni di Arsago Seprio, Samarate, Golasecca e Vizzola Ticino (due mesi per ogni postazione, uno estivo e uno invernale).
Tra le conclusioni dello studio spicca appunto al primo posto la dichiarazione sulle emissioni aeroportuali: «Non sono stati rilevati impatti significativi sulle concentrazioni di microinquinanti direttamente o indirettamente connessi alle emissioni legate alle attività aeroportuali», scrive l’agenzia della Regione. Arpa poi dettaglia le conclusioni spiegando che «nonostante le basse concentrazioni, i dati raccolti sono stati elaborati con tecniche varie» e che «ancora
non è emerso alcun comportamento attribuibile alle attività aeroportuali». L’analisi degli inquinanti però rilevano anche l’impatto delle «emissioni da traffico veicolare o da combustione di legna», comunque non diverse da quelle di altre parti del territorio regionale simili, come il Magentino e la Brianza (non è dettagliato l’impatto del traffico da e per l’aeroporto, ma solo quello interno allo scalo). Insomma: stando ai dati Arpa intorno a Malpensa si respira male, ma non peggio che in altre zone molto urbanizzate. «Pur essendo l’aeroporto una sorgente emissiva importante, non risulta una differenziazione sensibile dello stato di qualità dell’aria rispetto ad altre aree del territorio provinciale», si legge in un altro passaggio della relazione. Di certo, intorno a Malpensa ci sono più malattie respiratorie rispetto alla media provinciale.
Scarica la relazione Arpa completa
Va notato che tra le sostanze monitorate c’erano in particolare quelle che sono considerate maggiormente significative proprio delle emissioni da traffico aereo, ma che non sono legate solo a questa fonte: idrocarburi incombusti (Ipa), composti organici volatili (come il benzene), Pm10. Arpa lascia quindi ultima conclusione anche una riga che chiarisce meglio quanto detto: «Le emissioni aeroportuali si "mescolano" alle emissioni tipiche presenti nell’area». Quindi anche ai camini e al traffico stradale.
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