Raccolta di firme contro il buono scuola
Cgil, Retescuole di Crema, CIDI nazionale, Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione lanciano una raccolta firme
Flc-CGIL, Retescuole di Crema, CIDI nazionale, Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione lanciano una raccolta firme contro il buono scuola lombardo. La petizione, che si può firmare al seguente indirizzo: http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2013N36325,
prosegue il referendum organizzato a Bologna contro la scuola privata. Il fine è quello di rivedere il finanziamento introdotto da Formigoni nel 2000 come sussidio alle famiglie degli studenti delle scuole private, una forma insomma di finanziamento pubblico indiretto, ma esclusivo, alla scuola privata, che assorbe la grande maggioranza delle risorse regionali destinate alla scuola. Il contributo non viene erogato direttamente alla scuola, bensì alla famiglia dello studente sotto forma di rimborso di una parte della retta scolastica, attribuendo così al finanziamento un carattere indiretto. Fino all’anno scolastico 2007/2008 la Legge Regionale stabiliva che tutti gli studenti lombardi, senza distinzione fra pubblico e privato, potessero accedere al contributo, ma per escluderne di fatto gli studenti delle scuole pubbliche fu introdotto un piccolo, ma efficace stratagemma: un tetto di spesa minimo per la retta scolastica, al di sotto del quale le famiglie non potevano fare domanda per il buono. «Oggi il buonoscuola – spiegano i promotori della petizione – si chiama “Dote per la Libertà di Scelta” ed è accessibile solamente agli studenti delle scuole private. Solo fra il 2001 e il 2009 ilbuono scuola ha permesso di girare dalle tasche dei contribuenti alla lobby delle scuole private quasi 400 milioni di euro, in pratica l’80 % delle risorse destinate al diritto allo studio. E questo con una popolazione scolastica che solo per il 9% è costituita da studenti che frequentano scuole private. Ma non è l’unico scandalo: solo il 25% dei beneficiari del buono scuola dichiara al fisco un reddito annuo inferiore a 30.000 euro, tutti gli altri ne dichiarano uno compreso fra 30.000 e 198.000 euro. Tutto questo mentre la scuola pubblica lombarda non ha risorse nemmeno per i bisogni più elementari, e si vede ogni anno costretta a tagliare le spese e le dotazioni per mancanza di fondi.
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