Chiesti otto anni per il facchino della coca
Il pm Zappatini ha chiesto anche 8 anni di reclusione per l'organizzatore del traffico dal sud-America. Sei anni ciascuno per gli altri due imputati. Il gruppo trafficava decine di kg di polvere bianca a viaggio
Trafficavano droga attraverso lo scalo di Malpensa grazie alla talpa, il pm Raffaella Zappatini ha chiesto la condanna con rito abbreviato dell’ex-dipendente dell’aeroporto Daniele Salatino e Vincenzo Bruzzese a 8 anni di carcere mentre ne ha chiesti 6 per Giovanni Angelo Santamaria e Donatella Pellegrino, compagna di Salatino. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Busto Arsizio emetterà a giugno la sentenza.
I fatti risalgono a meno di un anno fa quando è scattata l’operazione ad ottobre del 2012 con l’arresto dell’intera banda.
Tutto è partito da una valigia “fiutata” da Terry, il pastore tedesco della Guardia di Finanza di Malpensa, con all’interno 45 kg di cocaina nel settembre del 2011. Immediatamente i militari hanno capito che dietro quella valigia imbottita di stupefacente ci doveva essere un’organizzazione criminale di un certo rilievo e immediate sono scattate le indagini in collaborazione con il magistrato Raffaella Zappatini della Procura della Repubblica di Busto Arsizio. Si sospettava la presenza di una “talpa” all’interno dell’aeroporto, e tali sospetti si concentravano su Daniele Salatino, un operatore aeroportuale con mansioni di carico e scarico bagagli di 44 anni. Sarebbe stato lui ad assicurare all’organizzazione il passaggio dei bagagli contenenti droga e provenienti dal centro-America secondo l’accusa.
Risalendo la catena di comando che stava alle spalle di Salatino Procura e Fiamme Gialle sono riusciti a ricostruire l’organizzazione criminale della quale facevano parte, oltre al citato Salatino, altri 3 soggetti, la compagna, Vincenzo Bruzzese di anni 30, anch’egli di origini calabresi con precedenti penali specifici ed a Giovanni Angelo Santamaria, poco più che ventenne. L’accusa ha cercato di dimostrare che era proprio Bruzzese ad organizzare l’arrivo dello stupefacente mantenendo i contatti con i trafficanti caraibici mentre Salatino, coadiuvato dalla Pellegrino, si preoccupava di farla uscire dall’aeroporto e Santamaria di consegnarla ad organizzazioni criminali.
Il risultato finale dell’indagine è di tutto rispetto: 67 i chili di droga sequestrati risultata pura al 94,4%, 4 gli arresti. Chiesta la confisca della villa sequestrata dalla Guardia di Finanza emersa dalle indagini bancarie e patrimoniali. Parte del denaro frutto dell’attività criminale era stato reinvestito – secondo la Procura – nell’acquisto di una villa di Olgiate Olona del valore di oltre mezzo milione di euro.
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