Si uccide coi sonniferi in comunità, 4 indagati

E' accaduto a una donna bulimica che era in cura preso una struttura psichiatrica: inchiesta sul medico curante e sui sanitari della struttura

Un medico di base e tre sanitari del Crm di Luino, una struttura residenziale di riabilitazione per le patologie psicotiche, sono indagati per omicidio colposo, dopo la morte di una donna di 40 anni che si è tolta la vita ingerendo sonniferi all’interno della struttura. Il giorno precedente, anche un altro paziente del centro si era suicidato; l’effetto emulazione potrebbe quindi aver creato il dramma, ma il reato contestato è solo nel secondo caso.

Secondo le indagini, condotte dalla procura di Varese sembra che la donna, che soffriva di gravi disturbi alimentari,  venuta a conoscenza della morte dell’amico avrebbe a sua volta deciso di farla finita. A onor del vero va detto che i sanitari avevano messo in conto che la vicenda del ragazzo avrebbe creato delle ripercussioni nei pazienti, e avevano organizzato una seduta in cui avevano cercato di far elaborare la triste vicenda a tutti gli ospiti. La ragazza però ha probabilmente celato il suo dolore. Ma soprattutto, é uscita dalla struttura e ha potuto acquistare 5 flaconi di sonniferi grazie a una ricetta che le avrebbe dato il medico curante, a sua volta finto sotto indagine.
La ragazza quel giorno é rientrata nella comunità ed è andata dormire. In un certo senso si è addormentata e non si é più risvegliata: è stata infatti trovata a letto dagli infermieri durante il giro di controllo. Sul fatto che si tratti di un suicidio non vi sono dubbi; la vittima ha anche lasciato un biglietto in cui in sostanza ha raccontato che la bulimia le ha distrutto la vita. Tuttavia secondo la procura, che ha disposto l’autopsia, la donna, trovandosi all’interno della struttura, era soggetta alla vigilanza dei sanitari, i quali avrebbero dovuto impedire che la paziente si facesse del male. L’iscrizione nel registro degli indagati è stata fatta per il reato di omicidio colposo, ma va detto che, per effettuare l’autopsia e poter garantire a tutti gli interessati la presenza di un legale di fiducia, l’avviso di garanzia è un atto necessario.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 giugno 2013
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