Gallarate e la cultura, un’idea da 900mila euro

"Officina Contemporanea" è un progetto che unisce associazioni ed enti culturali della città, tra arti visive, cinema, teatro, scienza e filosofia. Fondazione Cariplo mette il 70% delle risorse, 600mila euro

Gallarate come città della cultura contemporanea: arti visive, cinema, teatro. Le realtà della cultura gallaratese ci credono e ci crede anche la Fondazione Cariplo: al punto che su tre anni si investiranno 900mila e passa euro, per il 70% finanziati proprio dalla Cariplo. Il progetto si chiama Officina Contemporanea, [OC 13/16] nel brand ideato per far dare una identità al progetto in grado di superare la parcellizzazione dell’offerta culturale, senza cancellare le specificità di associazioni ed enti che lavoreranno fianco a fianco. «La squadra che dà vita a Officina Contemporanea annovera molte delle eccellenze culturali radicate in città ma capaci, al contempo, di portare il nome di Gallarate al di fuori del contesto locale», dice l’assessore alla cultura del Comune Sebastiano Nicosia. Il Comune è un partner del progetto, che è però capitanato dal Maga (ente capofila) e dal Premio Arti Visive Città di Gallarate, un simbolo della "vocazione" alla contemporaneità della città. «È stato Silvio Zanella a dare il via a tutto a fine anni Quaranta» ricorda il presidente del premio, Giovanni Orsini. La stagione del dopoguerra – Gallarate punto di riferimento per gli artisti – ha avuto una sua continuità poi con l’esperienza del Teatro delle Arti, che ha fatto da polo per tante iniziative, come le Settimane della Filosofia e delle Scienze che hanno progressivamente anche coinvolto le scuole.

«Il progetto è nato, in modo condiviso, da un lungo lavoro» dice Emma Zanella, direttrice del Maga. «L’ideazione di un logo specifico e di una veste grafica uniforme risponde proprio all’esigenza di non far emergere i singoli enti ma di rendere evidente che Officina Contemporanea è frutto di un impegno collettivo. In una città non turistica come Gallarate si è deciso di lavorare sulla contemporaneità, tenendo come punti di riferimento linee strategiche (teorie, percorsi, formazione e comunicazione, anche verso realtà commerciali) e aree tematiche». Piazza, crocevia, oltre le mura: sono queste le tre parole chiave, per dire il ruolo che la cultura contemporanea ha nella vita sociale, nell’incrocio con altre culture, nell’apertura al di là degli stretti confini locali «Le realtà coinvolte nell’iniziativa devono, insieme, tessere una tela. Come suggerito dal titolo di due aree tematiche che compongono Officina Contemporanea, occorre che questa tela sappia andare dalla “piazza” a “oltre le mura”», ha aggiunto Giacomo Buonanno, il presidente della Fondazione Zanella. Oltre a ricordare il fondamentale ruolo di Fondazione Cariplo,l’assessore Nicosia ha sottolineato anche che «il progetto è coerente con l’impostazione che l’Amministrazione comunale auspica per il sistema culturale cittadino», di coordinamento e progettualità a lungo termine». Il progetto coinvolge Associazione Culturale Teatro delle Arti, Il Melo, Teatro Nuovo, Sistema Bibliotecario Panizzi, Pro Loco, Società Gallaratese per gli Studi Patri, Museo della Basilica, Proscaenium, Licei di Gallarate e Distretto Urbano del Commercio.

Il progetto partirà a settembre, unendo le forze delle diverse realtà che investono molto anche in termini economici: associazioni, Comune ed enti mettono il 30% delle risorse, la Fondazione Cariplo completa con il 70%, pari a 600mila euro in tre anni. Fondazione Cariplo ha visto in Officina Contemporanea un progetto di lungo respiro su cui investire: «Nel nostro paese, a livello di pianificazione pubblica, mancano spesso strategie che consentano alla cultura di diventare parte integrante di uno sviluppo urbano integrato, preferendo in genere approcci che comportano ritorni nel breve periodo» dice Giorgio Gaspari, del comitato provinciale di Fondazione Cariplo, che spiega che il nuovo bando (a cui ha avuto accesso anche Gallarate, oltre ad altre città) aveva l’obbiettivo di «affermare il ruolo della cultura come motore di sviluppo anche nel caso delle aree urbane», in integrazione anche con le attività economiche. È una scommessa, certo, ma non calata dall’alto: qui si prova a farlo valorizzando quel che esiste e ha in alcuni casi persino radici ormai storiche. E Fondazione Cariplo diventa, anche qui, «moltiplicatore di speranze», che esistono e hanno bisogno di emergere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 luglio 2013
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