Il costruttore di Golasecca si difende dalle accuse di abusivimo
Riceviamo una nota firmata da Giuseppe Farinelli in merito all'indagine che lo ha indicato come autore del reato di delitto paesaggistico per la costruzione del residence "Monte Motta"
Golasecca, li 23 luglio 2013
Faccio riferimento all’articolo da Voi pubblicato relativamente ai presunti reati paesaggistici nel Comune di Golasecca.
Pur rispettando pienamente il Vs. diritto di cronaca e il diritto della Procura di illustrare agli organi di stampa il contenuto dell’inchiesta, ritengo che l’impostazione data agli articoli predetti sia gravemente lesiva per l’immagine mia e della societa’ di cui sono amministratore.
Reputo dunque doveroso replicare a quanto ho letto, confidando che a questo mio intervento venga dato altrettanto risalto, senza che cio’ debba comunque costituire fonte di polemica o dare inizio ad un contraddittorio per il quale non e’ questa la sede.
Quando e’ stata acquistata la proprieta’, piu’ non esisteva alcun bosco.
Va ricordato che l’intera area era denominata “ex Siai Marchetti”, proprio perche’ nella stessa gia’ insistevano capannoni e strade.
Parlare oggi di “scempio ambientale” e’ davvero fuori luogo: e’ stata risanata e resa abitabile una zona in totale degrado, proprio nel centro abitato.
Allo stesso modo, le palazzine sono state regolarmente concessionate dagli Enti preposti e realizzate nei limiti delle dimensioni assentite: il Comune ha ritirato l’ordinanza di demolizione, relativamente al dimensionamento degli edifici, ed il TAR ha accolto il ns. ricorso, relativamente alla diversa collocazione degli stessi (sentenza n°1428/13).
Le pochissime opere non regolarmente autorizzate sono state rimosse prima che venisse assunto qualunque provvedimento sanzionatorio, a dimostrazione della correttezza con cui ci si e’ mossi in tutta la vicenda.
Preciso che quelle opere erano state realizzate in totale buona fede, nella convinzione che non fosse per esse necessaria alcuna autorizzazione: appena i ns. nuovi professionisti ci hanno fornito parere negativo riguardo alle stesse, sono state immediatamente rimosse.
Sara’ dunque il processo, com’è’ giusto che sia in uno Stato di diritto, a chiarire la reale portata della vicenda.
E’ ingiusto e gravatorio fornire all’opinione pubblica un quadro distorto della situazione, rappresentando me e gli altri imputati come autori di uno scempio ambientale che in realtà’ e ben lungi dall’essersi verificato.
Distinti saluti.
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