Laurenza: “Questo Varese merita più abbonati”
Il presidente biancorosso incoraggia la squadra dopo il ko di Cesena ma puntualizza: «Mi è stato chiesto un impegno pesante, l'ho accettato volentieri, ma pubblico e sponsor devono fare la loro parte»
Una sconfitta alle spalle, un impegno da preparare in pochi giorni per esordire con il botto in casa, ma anche qualche preoccupazione per quello che non si è mosso in questi mesi a Masnago e dintorni. La chiacchierata tra il presidente del Varese, Nicola Laurenza, e VareseNews nel dopo-Cesena lascia dopo qualche minuto i temi tecnici e si sposta su quelli societari, che stanno mettendo un po’ di amaro in bocca a mister "Oro in Euro".
Ma andiamo con ordine.
Presidente Laurenza, si aspettava un esordio migliore in campionato?
«La prima partita del mio mandato era stata una vittoria in Coppa Italia, mi sarebbe piaciuto ripetere quell’esperienza in Serie B ma purtroppo è andata male. Sono ancora amareggiato per il risultato, ma di certo non ho intenzione di criticare nessuno, anzi. Sottili è un grande, ha tutta la mia stima e così la squadra che gode della fiducia della società. Probabilmente non meritavamo di vincere, ma secondo me neppure di perdere, e senza quell’episodio sfortunato dell’autogol non saremmo tornati a Varese senza punti».
Dopo il Cesena arriva il Modena con l’esordio al Franco Ossola.
«Infatti, e quindi voglio dire a tutti una parola: "Coraggio". Sabato saremo a Masnago, giocheremo tutti insieme la partita, chi dal campo e chi dagli spalti, e proveremo a centrare un risultato positivo. Questo gruppo ha al suo interno diversi giovani, non possiede ancora la malizia e l’esperienza necessaria per uscire da certe situazioni difficili, ma ha tutto il tempo per imparare e per riuscire a ribaltare anche partite come quelle di Cesena. Dove, non dimentichiamo, si giocava davanti a un grande pubblico e contro una squadra di buon livello».
A proposito di pubblico: la campagna abbonamenti procede senza botti. È preoccupato?
«Quando ho rilevato il Varese ho fatto uno sforzo molto superiore rispetto a quello che mi era stato chiesto all’inizio: dovevo acquistare il 10%, sono arrivato all’83%. Ecco, in relazione all’impegno che ho messo e che continuo ad avere verso la squadra di calcio – e a volte anche a scapito della mia azienda – mi sarei aspettato una risposta diversa. A pochi giorni dalla chiusura siamo a circa 1.500 tessere vendute e cioé la metà delle aspettative che avevo inzialmente. Non è il momento di fare polemica e nemmeno è questo il mio intento, però sinceramente credevo di arrivare a questo punto con cifre migliori. Lo sforzo mio e dello staff continua: stiamo ripianando debiti, ristrutturando la società e abbiamo allestito una squadra competitiva, ma di sostegno ne abbiamo ricevuto poco. Speriamo in un’impennata in queste ultime ore ma sinceramente ci credo poco».
Quello che lei dice vale sia per gli abbonati, sia per gli sponsor?
«Purtroppo sì. Qualcuno ci è stato vicino, e per tutti cito R.Invest della famiglia Rita, secondo sponsor che ha già versato l’intera quota annuale al club per aiutare la "spinta iniziale". Ringrazio loro e naturalmente ringrazio i 1.500 che si sono già abbonati, perché il loro supporto è fondamentale e vale tantissimo soprattutto in un periodo di crisi come questo. Ripeto: non è certo il tempo delle polemiche, però alla nostra porta hanno bussato davvero in pochi. Ho le spalle larghe, non mi preoccupo, ma neppure posso fare i salti di gioia sotto questo profilo».
Non è di sua diretta competenza, ma la gente continua a farsi una domanda. Questo benedetto Pavoletti, promesso sposo da tempo, arriverà a rinforzare l’attacco biancorosso?
«Sì, lo stiamo aspettando e ci auguriamo che la situazione si sblocchi al più presto. Il Sassuolo cerca un suo sostituto e appena lo avrà, Pavoletti arriverà da noi. Abbiamo contatti quotidiani con la società neroverde e lo stesso giocatore ha già dato il suo assenso convinto. E fatemi dire che anche questa operazione non è a poco prezzo, però la società ha deciso di portarla a termine perché è necessaria per la squadra. Capito perché mi dispiace vedere così poco supporto dall’esterno?».
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