Il Liga conquista l’Arena

Giovedì 19 settembre, si è tenuto il terzo appuntamento di Luciano Ligabue all'Arena di Verona. Tra vecchie e nuove canzoni ha saputo emozionarsi e emozionare.

Sarà l’atmosfera magica dell’Arena di Verona, dove i più grandi sono passati, saranno i sessantaquattro musicisti della Simphony Orchestrea diretti da Marco Sabiu, ma tutti i fans sono concordi nell’affermare che questo è un appuntamento immancabile. Anche la luna ha fatto capolino per ascoltare le canzoni del rocker italiano, che con la sua voce roca e profonda riesce a raggiungere molti cuori, unendo generazioni. Infatti non erano presenti solo ragazzi e ragazze, ma anche genitori e figli, pronti a cantarle tutte, ma proprio tutte, dall’inizio alla fine.
E il Liga, Luciano Ligabue, non si è risparmiato, soddisfacendo le attese.

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Un viaggio lungo vent’anni di carriera “su e giù da un palco”, che ci ha permesso di ascoltare “Ballando sul mondo”, “Urlando contro il cielo” e “Certe notti”, evergreen intramontabili. Ma anche pezzi tratti dal più recente “Arrivederci mostro”, come “Ci sei sempre stata” e “Caro il mio Francesco”, una lettera indirizzata al maestro Francesco Guccini, in cui racconta “quali sono le conseguenze del mestiere” più difficili da sopportare.

Ha poi eseguito quelle che lui stesso definisce le sue “quattro canzoni più utili”, perché per molti sono state una scossa in un momento difficile della vita: “Quella che non sei”, “Giorno di dolore che uno ha”, “Atto di fede” e “Niente paura”. Non sono mancate le emozioni e anche qualche lacrima con “Buona notte all’Italia”, il ricordo a coloro che ci rendono fieri della nostra nazione malandata: Enzo Biagi, Giorgio Gaber, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Rita Levi Montalcini, e molti altri le cui foto scorrevano, come da tradizione, su maxi schermi, accompagnando la musica.

Sul palco con lui l’amico di sempre Federico Poggi Pollini, Il Capitano Fede, che il pubblico ha imparato ad amare tanto quanto il Liga.

Il saluto finale è arrivato con l’ultimo singolo “Il sale della terra”, uscito pochi giorni fa ma non per questo meno conosciuto dal pubblico e tratto dall’album in programma per novembre. Un grido contro tutte le degenerazioni di potere, con un titolo ispirato al Vangelo secondo Matteo.

Ma per Luciano le fatiche non sono ancora finite, altre tre date lo attendono: questa sera, venerdì 20 settembre, e poi domenica e lunedì, 22 e 23 settembre, sempre nel fantastico anfiteatro. Lo spettacolo si è concluso alle 23, come vuole la legge. Luci accese e tutti a casa con ancora la musica nelle orecchie e una sensazione nella pancia che ti fa pensare: «Lì c’ero anche io!»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 20 Settembre 2013
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