Il Varese strappa un punto nel caldo di Avellino
In vantaggio con Rea, i biancorossi vengono raggiunti sull'1-1 da Arini ma sono graziati da Castaldo che sbaglia un rigore. Prova coraggiosa per la squadra di Sottili che resta nell'alta classifica
Per qualche tempo il Varese di Sottili ha accarezzato la vetta della Serie B, quando Rea ha portato in vantaggio i biancorossi ad Avellino con l’Empoli momentaneamente sotto contro il Padova. Poi le due partite hanno preso strade differenti (toscani vincenti 3-1) e i biancorossi sono usciti a testa alta dal "Partenio" con un punto, frutto del risultato di 1-1, che non dev’essere però visto come una delusione. Di fronte ai "Lupi" di Restelli sospinti da un grande pubblico e sotto un sole agostano, Corti e compagni sono stati autori di un’altra prova gagliarda: bella partita, in cui le reti avrebbero potuto essere ben più di due e non solo per il rigore calciato malissimo da Castaldo subito dopo il pareggio di Arini.
Va bene così, quindi, perché i ragazzi di Sottili hanno interpretato al meglio il copione che l’allenatore toscano aveva scritto – azzeccando le previsioni di una partita dura – alla vigilia del match. Il Varese ha mostrato concentrazione per tutta la gara, ha saputo soffrire ma anche pungere gli orgogliosi irpini, equilibrando le occasioni da gol. Peccato per la botta alla schiena subita da Neto, a questo punto in forse per la Reggina, e per un paio di occasioni – Lazaar e Pavoletti – che potevano essere capitalizzate meglio. Il pareggio però è ottimo, visto anche lo spessore dell’avversaria, e permette di guardare in modo positivo al lavoro svolto fino a qui da una squadra che continua a valorizzare Lazaar e Fiamozzi. Infine due note, una buona e una cattiva: la prima è per Bressan, tornato titolare e subito autore di una bella partita; la seconda per Calil, fantasma con il numero 7 sul lenzuolo, pardon, sulla maglietta. Con la rosa così ampia il brasiliano rischia di retrocedere per diverse posizioni.
COLPO D’OCCHIO – C’è un gran caldo al “Partenio”, dove il Varese non ha mai vinto e dove non gioca da quando il calcio si poteva vedere solo in bianco e nero. Il verde delle tribune e del pubblico (molto numeroso; un centinaio dalla Lombardia) contrasta con il campo, dove tutta la fascia centrale è di erba grigia mentre gli estremi sono stati rizzollati di recente.
CALCIO D’INIZIO – Sottili conferma di volere un Varese di lotta a centrocampo: Zecchin torna quindi in fascia destra, lasciando in mezzo i lottatori Corti e Damonte. Sulla sinistra confermato il tandem di terzini Franco-Lazaar, mentre Laverone lascia spazio a Fiamozzi. In porta si rivede Bressan, alla prima partita stagionale in B. Anche Restelli conferma quasi tutto: il ballottaggio in attacco accanto a Castaldo viene vinto da Soncin, così Galabinov va in panchina. Fuori anche Pisacane, neppure riserva: al suo posto gioca Peccarisi.
IL PRIMO TEMPO – Ci mette meno di 3′ l’Avellino per spaventare il Varese: tocca a Izzo inventare un tuffo per colpire di testa quasi rasoterra e indirizzare la palla sul palo alla destra di Bressan. Un tentativo davanti al quale i biancorossi non stanno a guardare: le successive occasioni portano infatti la firma di Damonte che prima trova pronto Terracciano su una staffilata da lontano e poi salta più alto di tutti ma mette fuori di testa da buona posizione.
La partita è frizzante fin da subito: al 14′ si rivede il miglior Bressan che interviene a volo d’angelo per togliere dal sette – e dalla testa di Izzo – una sventagliata di Zappacosta. Da un portiere all’altro: subito dopo è Terracciano a dire "no" con il piede a una botta ravvicinata di Pavoletti, a un soffio dal quarto gol in biancorosso. Al 27′ Sottili deve togliere Neto dopo due interventi alle spalle consecutivi che lasciano il brasiliano sul terreno, senza che l’arbitro estragga alcun cartellino: al suo posto Calil, che non è la stessa cosa. Si va avanti con botta e risposta come in un incontro di boxe equilibrato, fino a che Lazaar decide di mettere il turbo. Il giovane esterno guadagna due corner in pochi istanti e sul secondo di questi il Varese va in gol: cross perfetto di Zecchin e palla per la testa di Rea che fa secco il portiere e dà ai suoi il vantaggio poco prima dell’intervallo.
LA RIPRESA – Il secondo tempo comincia come il primo: pronti, via e palo avellinese, questa volta con un tiro teso e violento di Castaldo. Il Varese, scampato il pericolo, ha due palle per raddoppiare ma prima Pavoletti, abile a inserirsi, non trova la porta e poi Lazaar sbuccia la sfera a pochi metri dalla porta su perfetto suggerimento di Zecchin.
Restelli cambia: dentro Dia per il bravo Bittante, dentro anche i muscoli di Galabinov per mettere pressione agli ospiti, che resistono a più di una folata dei biancoverdi. Peccato per la sbavatura della retroguardia varesina del 18′ che consente all’Avellino di pareggiare. Zappacosta crossa da destra, la palla viene prolungata dal solito Castaldo che sorprende i centrali e arriva sulla testa di Arini che da pochi passi fa l’1-1.
E potrebbe andare peggio poco dopo perché l’arbitro concede un rigore molto dubbio per mani di Franco in area (la palla arriva da un tocco ravvicinato e il terzino ha le braccia chiuse sul corpo), ma Castaldo questa volta sbaglia tutto sparando la sfera in curva (foto).
Se qualcuno pensa che le due squadre si accontentino, si sbaglia di grosso. Il ritmo rimane alto nonostante qualche crampo e al 34′ è bravo Bressan in un doppio intervento su una punizione dal limite. Le due rivali si allungano, la stanchezza prende il sopravvento, ma per avere la certezza del pareggio bisogna attendere il 49′ quando Merchiori dice basta negando la battuta di un corner all’Avellino nonostante le proteste di Restelli. Finisce 1-1, il "Partenio" rimane tabù ma la striscia positiva del Varese resta intatta e si allunga a quattro gare. Martedì a Masnago arriva la Reggina, i biancorossi la affronteranno da quarti in classifica.
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