Esplosioni e tralicci crollati, 50 anni fa la “notte dei fuochi”
Il 14 ottobre 1963 una serie di attentati dei neonazisti separatisti altoatesini colpì le reti elettriche tra Alto Milanese e Bustocco
Sono passati 50 anni dal 14 ottobre del 1963, la "notte dei fuochi" in cui gli attentatori dall’Alto Adige scesero alla nebbiosa pianura tra le province di Milano e Varese. Un episodio poco ricordato, dentro alla primissima stagione del terrorismo italiano del Dopoguerra, quella che vide protagonisti i separatisti altoatesini (o del Sud Tirol, come preferivano definirsi): nella notte tra 13 e 14 ottobre gli attentatori venuti dallAlto Adige colpirono i tralicci nella zona di Tavazzano in provincia di Lodi e nei dintorni di Robecchetto con Induno, nell’Alto Milanese. Esplosivo sui quattro montanti dei tralicci, rombi nel cuore della notte, gli alti tralicci in acciaio che si piegano, i cavi ad altissima tensione a sfiorare il suolo: così pochi chili di esplosivo plastico misero in (limitata) crisi la distribuzione in una delle zone più industrializzate d’Europa. A Tavazzano furono colpiti i tralici che rifornivano due colossi come la Falck e la Montecatini, a Robecchetto i tralicci Enel che collegavano la rete alla gigantesca centrale di Turbigo e distribuivano l’elettricità anche al vasto tessuto d’industrie tra Busto e Legnano. Tra i primi a segnalare esplosioni e crolli furono gli abitanti di Robecchetto, le prime informazioni d’indagine arrivate ai Carabinieri di Legnano furono date da un vigile e da un metronotte della zona: da lì si partì per arrivare in pochissimo tempo ai terroristi della Befreiungsausschuss Südtirol, il gruppo che lottava per la "liberazione del Sudtirolo", che avevano avviato due anni prima (11-12 giugno 1961) la campagna contro i tralicci dell’alta tensione, le "notti dei fuochi". C’era già stata una vittima – un cantoniere Anas colpito da un ordigno inesploso -, di lì a poco si sarebbe arrivati agli omicidi e alle stragi, la più nota delle quali è quella di Cima Vallona, che costò la vita a quattro militari, tra carabinieri e paracadutisti.
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