Bizzozi: “Le piccole cose hanno fatto la differenza”
L'allenatore applaude i suoi: "Abbiamo tirato male ma primeggiato in tante altre statistiche. Stoglin abbia pazienza, le cose stanno migliorando". Pancotto perde le staffe con un giornalista di Cremona
Stefano Bizzozi continua con la sua politica dei piccoli passi, di una vittoria alla volta, e si gode la quinta vittoria in otto gare da quando è capo allenatore, addirittura quinta delle ultime sei partite giocate. E lo fa come sempre applaudendo i suoi uomini: «Credo che la squadra abbia fatto una partita di valore, in cui ha messa volontà in ogni momento e in ogni fase del campo. In questo senso segnalo i 18 rimbalzi offensivi e i 17 assist, ma anche i tuffi, i salvataggi, gli sfondamenti subiti: la difesa di squadra è stata di una dimensione importante. Sono cose che mi fanno molto piacere e che sono utili quando le percentuali al tiro sono basse come oggi. Insomma, credo che i giocatori abbiano dato tutto, e questo è un concetto che mi piace e sono contento che i ragazzi lo abbiano assimilato. E poi ognuno ha giocato anche per gli altri: avevamo dato certe regole difensive che si sono tramutate in aiuti, in sfondamenti subiti dai piccoli e via dicendo».
Il coach biancorosso (foto di S. Raso) è particolarmente felice per
Chiamato a giudicare i singoli, Bizzozi di Stoglin dice: «Viste le sue caratteristiche, di play atipico e realizzatore, Terrell fa più fatica di altri a entrare nei meccanismi di una squadra rodata come la nostra. Dobbiamo avere pazienza come deve averla lui, non si deve scoraggiare se qualche partita non gira e con il tempo avremo anche tutte le sue qualità all’interno del nostro gioco».
Infine il coach difende Johnson, bravo quando fa il pivot, ma troppo spesso ingolosito dal tiro da fuori: «Lui ha quel tipo di conclusione e nell’ultima amichevole ha segnato con il 100% da tre. Io credo che Linton stia dando generosità difensiva e applicazione al gioco: se poi è libero, puoi anche prendersi quei tiri».
A proposito di Cesare Pancotto, la sua conferenza stampa dura lo spazio di poche parole, un po’ perché il coach della Vanoli è esaustivo nella sua breve lettura della partita, un po’ perché la domanda di un giornalista cremonese («Ha qualcosa da rimproverarsi?») lo manda letteralmente in bestia: «Perché la prima domanda deve essere negativa? Abbiamo lottato fino alla fine sul campo di Varese, non ho parlato di chi mi mancava, non ho accampato scuse, stiamo facendo grandi cose e mi sento fare una domanda del genere. Ma cosa mi devo rimproverare… la mia onestà?».
In precedenza il coach si era rammaricato della lunga pausa dovuta all’All Star Game e al rinvio della partita con Milano: «Abbiamo pagato lo stop lungo; peccato perché i nostri numeri non sono male: Varese ha avuto basse percentuali contro la nostra difesa mentre noi abbiamo tirato con buona precisione, però i rimbalzi in attacco e i tiri liberi – ce ne hanno dati appena due – hanno pesato molto. Non è bastato il carattere che ci ha permesso di recuperare dal -12 alla parità; la partita è vissuta di situazioni e su queste Varese è stata più brava di noi». Poi lo sfogo, anche se forse la domanda è stata formulata male, e voleva essere meno cattiva di quanto è sembrata.
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