Lombardia: acque sporche e inquinate. L’Europa multa i mancati interventi

Nonostante una direttiva risalente a vent'anni fa, l'Italia non attiva i sistemi di trattamento delle acque reflue. In Lombardia sono 14 le aree sotto processo, ma è tutto il Paese a essere indietro. Ora rischiamo decine di milioni di euro di multe.

Ennesima brutta figura in Europa per l’Italia. Il 10 aprile scorso, la Corte di Giustizia europea ha depositato una sentenza di condanna in cui conferma l’infrazione da parte dell’Italia della direttiva sulla gestione delle acque reflue.

inquinamento acque OlonaUna sentenza che rischia di tradursi in decinedi milioni di euro di multa se, entro dicembre 2015, il nostro Paese non si doterà di sistemi efficienti per il recupero e il trattamento delle acque reflue così come prescritto dalla normativa. Un percorso ancora in salita per la Regione che, nonostante i timidi sforzi compiuti gli anni passati per sanare la situazione già critica, è ancora molto indietro sulla tabella di marcia.

In Lombardia gli agglomerati urbani superiori ai 10mila abitanti, privi di depuratori a norma, sono 14. Perlopiù concentrati nel milanese. Nel varesotto a risultare privo di una dotazione adeguata alle norme prescritte sulle acque reflue (91/271/CEE) è la parte nord dell’Olona. Una zona che, secondo il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine, soffre di un deficit storico nell’attuazione del risanamento ambientale.
 

«La sentenza della Corte Europea – continua Di Simine – mette in luce il vero e grave ritardo infrastrutturale lombardo. A mancare non sono strade ed autostrade, ma fogne e depuratori. Alla politica chiediamo di attivare gli investimenti necessari a sanare questo umiliante gap infrastrutturale, anche mettendo a punto gli strumenti della finanza di progetto per mobilitare le notevoli risorse necessarie».

Allargando lo sguardo al resto del Paese, sono centinaia i comuni che risultano inadempienti. Sempre secondo il presidente di Legambiente Lombardia, la soluzione è una sola: «Non è piacevole per nessuno parlare di adeguamenti tariffari in un momento di crisi economica, ma dobbiamo fare i conti con il fatto che la Lombardia ha accumulato gravi ritardi sugli investimenti. Paghiamo poco l’acqua non perché siamo più bravi delle altre regioni Europee, ma perché non abbiamo sviluppato il programma di investimenti necessario a raggiungere un accettabile livello di qualità delle acque di scarico. E ora le sanzioni non lasciano scampo: meglio fare investimenti piuttosto che pagare le multe comunitarie».

Se la situazione non verrà sanata entro il 31 dicembre del 2015, scatterà la seconda fase del procedimento di infrazione che si tradurrà in milioni di euro di multa per ciascuna delle zone sotto la lente di ingrandimento dell’Unione Europea. Una falla insostenibile per le casse della pubblica amministrazione a cui, è il caso di dirlo, bisognerà mettere al più presto un tappo.

L’elenco dei 14 agglomerati lombardi condannati dall’Europa per mancanza di depuratori, reti e collettori fognari:

Orzinuovi
Calco
Valle San Martino
Olona Nord
Melegnano
Olona Sud
Robecco sul Naviglio
Rozzano
San Giuliano M.se EST
Trezzano sul Naviglio
Broni
Casteggio
Mortara
Vigevano

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato il 23 Aprile 2014
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