“Perché è stata abbattuta la storica casa del fascio?”
La denuncia con richiesta di chiarimenti verso l'amministrazione comunale arriva dall'ex sindaco Stefano Mattaboni, oggi candidato per la lista Guardiamo al futuro
«Detta anche casa del fascio, realizzata nel 1929 per l’Opera Nazionale Balilla: un autentico pezzo di storia caronnese, la Casa di Via Macchi, di proprietà del comune, è stata demolita di punto in bianco martedì 29 Aprile, lasciando sbigottiti i caronnesi. Ora non c’è più».
La denuncia con richiesta di chiarimenti verso l’amministrazione comunale arriva dall’ex sindaco Stefano Mattaboni, oggi candidato per la lista Guardiamo al futuro.
«Demolita per una semplice decisione politica da parte di chi diceva di difendere la storia e le radici culturali del paese – spiega Mattaboni -. Ci si chiede se non era meglio scegliere una soluzione che valorizzasse un bene pubblico invece di distruggerlo! Non che lo stato fosse dei migliori: inutilizzato per lungo tempo, anni addietro si era presentata la possibilità di un recupero a cura di soggetto privato per farne un asilo nido. Soluzione sfumata per il mancato finanziamento regionale alla cooperativa che lo aveva proposto».
«Ma l’edificio, fino a qualche giorno fa c’era e poteva benissimo essere ristrutturato per un uso di grande utilità sociale, con apposito finanziamento pubblico – prosegue Mattaboni -. Tanto o poco che fosse, un valore lo aveva. Ora non più. Una decisione frettolosa, in piena campagna elettorale e con un fine evidente, ha provocato un danno al paese senza una ragione logica ed un vero vantaggio per la comunità. Ma come si fa a dire: non avevamo i soldi per sistemarlo allora lo abbiamo demolito? Siamo alla follia, all’ultimo di una serie di errori e incapacità che hanno portato Caronno all’immobilismo totale. Per fortuna c’è chi si preoccupa dei Guardare al Futuro del nostro paese e dei nostri giovani e vuole che Caronno rinasca, si rialzi e riprenda a crescere».
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