Uno sportello in ospedale per le donne vittime di violenza
L'assessore Azzimonti annuncia un contributo da Regione Lombardia di 70 mila euro che servirà a creare un punto accoglienza al Pronto Soccorso dell'ospedale e una banca dati per i centri di accoglienza

La rete territoriale contro la violenza sulle donne cresce e, grazie ad un contributo regionale di Regione Lombardia di 70 mila euro, entra anche nel Pronto Soccorso dell’ospedale di Busto Arsizio. Sono ormai 16 gli enti che ne fanno parte a partire dai comuni di Busto Arsizio, Castellanza, Samarate, Olgiate Olona (e presto anche Solbiate Olona), Asl di Varese, Questura di Varese tramite il commissariato di Busto, Procura e Tribunale, Decanato di Busto, Ufficio scolastico territoriale, Ordine degli avvocati, Ordine dei Medici, Ordine degli psicologi, assistenti sociali e Coni. Tutti questi soggetti erano rappresentati ieri, mercoledì, all’interno della sala consiliare del Comune di Busto Arsizio chiamati a raccolta dall’assessore Ivo Azzimonti che, tra le deleghe, ha quella di coordinare le reti di associazioni.
COSA MANCA – E’ stata presentata una relazione – realizzata dal dirigente Massimo Fogliani e dai suoi collaboratori – che mette in evidenza ciò che manca alla rete sviluppata con l’associazione E.Va. Onlus: «Mancano operatori specializzati che possano prendere in carico donne con figli a causa del monte ore inadeguato, c’è una carenza di protocolli operativi specifici che consentano una presa in carico integrata, manca una banca dati delle strutture dove collocare una donna in situazione di emergenza».
GLI OBIETTIVI – Il progetto finanziato dalla Regione si pone diversi obiettivi quali, ad esempio, la creazione di percorsi di presa in carico tenendo conto delle necessità della donna e dei minori vittime di violenza, migliorare l’efficienza del centro antiviolenza con l’implementazione e una maggiore qualificazione degli operatori, la creazione di uno spazio di accoglienza all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale di Busto, implementare e potenziare gli interventi di accoglienza e ospitalità in strutture di pronto intervento, consolidare e allargare la rete stessa.
IN PROVINCIA – Sono ormai tre i poli territoriali in provincia di Varese che coprono l’intero territorio: uno a Varese che copre anche il nord della provincia, una a Busto che si occupa della zona centrale e sud, una a Saronno che sta nascendo e che dovrebbe coprire l’area del Seprio, dell’Olona e dei comuni della cintura saronnese, compresi alcuni centri della provincia di Monza e Brianza. Soddisfazione è stata espressa da tutti i presenti per la crescita di questo sistema a protezione delle donne, in primis dal Prefetto Luigi Zanzi, presente all’incontro, che ha dato tutta la sua disponibilità per collaborare con le diverse reti in provincia per l’accesso ai bandi.
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