I volontari: “I cani erano trattati con amore e dolcezza”
In molti si schierano a sostegno del gestore del rifugio "Occhi struggenti" della Schiranna. Alla struttura sono stati posti i sigilli perché non a norma con le disposizioni di legge
«Sono andata più volte all’associazione per portare cibo e coperte, i cani erano trattati con amore e dolcezza, curati e accuditi non in gabbie ma liberi ed in armonia sono molto, molto affranta per quello che è successo mi sento di sostenere il signor Castagnetti che ha dato aiuto a tanti poveri animali disagiati che nessuno vuole adottare». Sono diversi i messaggi di questo tenore inviati alla redazione e su Facebook a seguito della notizia del sequestro del rifugio "Occhi struggenti onlus" della Schiranna (foto di repertorio). Alla struttura sono stati posti i sigilli domenica mattina dalle forze dell’ordine a seguito di una serie di irregolarità riscontrate, tra le quali delle "carenze sanitarie" e il fatto di aver ospitato una cinquantina di cani a fronte di un massimo di dieci ammessi in una struttura privata.
Il caso – Cani sequestrati alla Schiranna. Il Comune: "Situazione nota da tempo"
In mattinata Rossana Ottolini e i volontari dell’associazione "Salva un cane – Animal emergency Europe" hanno diffuso un comunicato stampa in cui criticano l’operazione e chiedono che l’attività del titolare venga ripristinata: «Il signor Castagnetti ha il terribile torto d’aver trasformato la propia casa in un rifugio per animali e dedicato la propria vita a loro. Quindi cani sequestrati, sbattuto fuori da casa sua e ad oggi a oltre 24 ore dall’accaduto non sa chi l’abbia denunciato come ai tempi dell’inquisizione. Meno male che l’Italia è uno stato di diritto. Se fosse uno stato di polizia cosa potremmo aspettarci?». «Il signor Castagnetti – prosegue il comunicato – non ha mai detto "no" a nessun volontario che gli si rivolgeva per chiedergli aiuto, ha accettato di ospitare cani malati, vecchi e disabili che sapeva che sarebbero rimasti da lui per sempre in quanto inadottabili».
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