La forza di migliaia di mani

Solidarietà a Genova anche da parte degli studenti. Tutti uguali a spalare fango. Un ragazzo varesino racconta con la propria voce il disastro che ha costretto la Liguria in ginocchio

«La solidarietà mostrata a Genova da migliaia di persone piegate nel fango deve essere un grande orgoglio per tutti gli italiani». È così che Matteo Martignoni, varesino di 22 anni, studente di ingegneria navale all’Università di Genova, riassume in poche parole il sentimento che lega le persone volontarie nel capoluogo ligure. Sono studenti di istituti superiori e università, semplici volontari e squadre di soccorso, che da giorni svuotano negozi, strade e seminterrati da fango e sporcizia che ha portato il nubifragio abbattutosi sulla Liguria nei giorni scorsi.

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«Qui funziona in un modo molto semplice. Si parte da un negozio e, quando si finisce, ci si sposta in un altro. È incredibile la forza che muove la gente, che non posa le pale a terra nemmeno per un secondo. Ieri un volontario dell’Ordine di Malta ha chiamato me ed un gruppo di altri studenti, tra cui messicani e ragazzi provenienti da altre regioni di Italia, per svuotare l’archivio dell’Inps. L’ufficio, al piano sotterraneo, era completamente allagato e coperto di fango. Si è creata una "catena di montaggio umana" sulle scale e in poche ore abbiamo riempito un container di stampanti distrutte, risme di carta, un tempo bianca, cartelle e documenti, risalenti sino al 1980, completamente fradici e distrutti». Un lavoro, questo, racconta Matteo, condotto in un clima che alterna momenti di tensione e serietà ad altri di ironia, scherzo e minuti di riposo in cui ristoratori e proprietari di bar e panifici hanno servito gratuitamente focacce e bevande in segno di solidarietà verso chi aiuta: «Alle 15.00 abbiamo ricevuto l’ordine di evacuare strade e negozi per una seconda bomba d’acqua prevista per il pomeriggio. Si è risolto tutto in una pioggia poco intensa che ha sciacquato strade e marciapiedi da fango e rifiuti. Poi i lavori di soccorso sono ricominciati».

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Matteo, a nome di altri studenti, ha ringraziato le forze dell’ordine per il dialogo che hanno messo in campo in questa occasione, mentre accenna ad alcune critiche da parte dei cittadini alle istituzioni: «Questa mattina una commerciante raccontava ai volontari come manchi, in ogni occasione di questo genere, l’appoggio e la comprensione di chi governa la città, la provincia e la regione. Ha detto di aver preso persino la multa, nel 2011, per aver venduto merce alluvionata scontata non vendibile in quel periodo. Il fatto che non abbiano mai preso in mano le pale e calzato stivali per scendere nel fango insieme a loro ferisce i cittadini, che non sentono abbastanza vicini chi li amministra».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2014
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