Anche il Consiglio regionale contro la violenza sulle donne
Martedì mattina, prima dell’inizio della seduta, si è tenuto un momento di riflessione sul fenomeno, con la lettura del brano “Nel nome delle donne"
Il Consiglio regionale della Lombardia ha aderito alle iniziative di sensibilizzazione per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che dal 1999 si celebra ogni anno il 25 novembre in ricordo dell’uccisione di tre sorelle domenicane che si ribellavano alla dittatura.
Martedì mattina in Aula consiliare, prima dell’inizio della seduta, si è tenuto un momento di riflessione sul fenomeno, con la lettura del brano “Nel nome delle donne", da parte del regista Alessio Pizzech e di Clara Galante, della compagnia Città del Teatro di Cascina.
«Il nostro Consiglio regionale vuole dare il proprio contributo in questa giornata dicendo, senza retorica e qualunquismo, un ‘no’ convinto alla violenza contro le donne e ad ogni tipo di violenza in generale – ha affermato nel suo intervento in Aula il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo – Colpiscono i dati che rivelano come, nella maggior parte dei casi, la violenza sia perpetrata dentro una relazione, in famiglia e sul luogo di lavoro».
Secondo i dati Eures, nel 2013 sono state uccise 179 donne su 502 omicidi (pari al 35,7% totale), ovvero una vittima ogni due giorni. Rispetto alle 157 vittime del 2012 si è registrato un +14% (erano l’11% nel 1991). In 7 casi su 10 i femminicidi si sono consumati all’interno del contesto familiare o affettivo. Di questi il 66% delle violenze è perpetrato dal coniuge, il 22% da un ex coniuge e il 10% da un partner non convivente. Inoltre, il 33% dei femminicidi è avvenuto al Nord e di questi un terzo in Lombardia, pari ad oltre il 10% del dato nazionale.
«I dati – ha aggiunto Cattaneo – non tengono conto però di una violenza più subdola è più diffusa che è rappresentata da una sopraffazione che non lascia segni sul corpo, ma che è morale e psicologica, e che mina la base della convivenza».
Intensa la lettura del brano “Nel nome delle donne”, che ripercorre le drammatiche fasi di un caso di violenza domestica. «Con le dure e crude parole della lettura in Consiglio abbiamo voluto portare all’attenzione il dramma, ai più invisibile, della violenza sulle donne – ha sottolineato la vice presidente del Consiglio regionale, Sara Valmaggi -. Ma abbiamo anche voluto assumere ancora una volta un impegno preciso, quello di arrivare alla piena applicazione della legge approvata nel 2012 dall’Assemblea lombarda. La necessità è quella che al più presto arrivino alle strutture che operano contro la violenza i fondi a loro destinati sia dal Governo che dalla Regione. Il sostegno alle donne non può che partire da qui»
Anche l’assessore regionale alle Pari opportunità, Paola Bulbarelli, ha ricordato il faticoso cammino delle donne verso l’acquisizione dei diritti civili in Italia. «Ancora oggi – ha rimarcato – le istituzioni devono sostenere le vittime». Nel 2013 Regione Lombardia ha stanziato 1 milione di euro a favore dei 25 centri antiviolenza, «che – ha auspicato l’assessore Bulbarelli – speriamo di aumentare di altri 20 realtà».
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