Chiusura uffici postali, 15 sindaci: “Pronti ad affidarci ad un altro operatore”
Da Brebbia a Sesto Calende, diversi amministratori hanno sottoscritto un documento unitario: «Siamo preoccupati: la società ascolti le nostre richieste». Il 28 febbraio un'altra riunione
I sindaci dicono "no" all’ipotesi di chiusura degli uffici postali. A sottoscrivere il codumento comune sono i quindici amministratori di: Brebbia, Monvalle, Ranco, Cazzago Brabbia, Besozzo, Caravate, Malgesso, Lozza, Gazzada Schianno, Sangiano, Vergiate, Mercallo, Taino, Leggiuno e Sesto Calende.
Sono sette in provincia di Varese oltre a quelli in cui verranno rimodulate le aperture (i dettagli qui). Già nei giorni nei scorsi alcuni amministratori avevano avanzato delle perplessità e la questione è arrivata anche in Regione Lombardia.
Ecco il documento unitario uscito dalla riunione di sabato 14 febbraio:
Nell’incontro di sabato 14 febbraio i Sindaci hanno affrontato l’ipotesi formulata da Poste Italiane relativamente alla propria riorganizzazione aziendale che prevede la chiusura di 61 uffici in Lombardia e la funzionalità a giorni alterni per altri 121 sportelli.
Il piano formulato da Poste è da considerare irricevibile sia nel merito che nel metodo.
Infatti, la chiusura o il funzionamento ridotto di alcuni uffici porterà una inevitabile privazione o riduzione dei servizi tradizionali, in particolare, ad una fascia di utenza disagiata e meno protetta, in quanto costituita per lo più da anziani con evidenti problemi di mobilità e difficoltà nel raggiungere gli uffici postali più vicini.
Poste non ha provveduto ad attivare alcun confronto con le istituzioni e col territorio prima di procedere alla stesura del piano. Si è semplicemente limitata a comunicare, ai Sindaci interessati, la decisione presa e non negoziabile.
I Sindaci stigmatizzano questo comportamento ed esprimono la loro preoccupazione per l’inseguimento della logica del profitto che potrebbe portare, anche a breve, a ulteriori e potenziali dismissioni oltre ad aggravare la già critica e ben nota situazione dello smistamento e distribuzione.
E’ da rilevare, inoltre, come gli interventi individuati riguarderanno realtà piccole e decentrate, dove l’ufficio postale costituisce un riferimento importante, anche dal punto di vista sociale, per tante persone e tante famiglie.
I Sindaci, interpretando il disagio dei propri cittadini, ritengono necessario attivarsi e intraprendere azioni congiunte nei confronti di Poste Italiane con l’obiettivo di frenare questi disservizi.
Siamo pronti, nel caso in cui le nostre richieste non vengano considerate, ad affidare, secondo i criteri previsti dalla normativa vigente, i servizi offerti ai comuni ad altro operatore in concorrenza con Poste Italiane.
L’assemblea ha inoltre deciso di riconvocare una riunione per sabato 28 febbraio, con l’obiettivo di estendere la partecipazione a tutti i Sindaci della Provincia di Varese per decidere ulteriori azioni congiunte.
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