“Parco giochi troppo rumoroso”. Il Comune lo chiude, e risarcisce 87mila euro

La storia di uno spazio destinato ai bimbi che l'amministrazione ha dovuto smantellare per via delle richieste di risarcimento di una famiglia confinante: una causa che dura da anni e che ha obbligato il Comune a risarcire

L’amministrazione comunale di Porto Ceresio ha inviato alla redazione di Varesenews una nota (a firma del vice sindaco Domenico Carcillo per conto della giunta) nella quale si racconta la vicenda di un parco giochi pubblico chiuso per via dei rumori patiti da una famiglia che abita nelle vicinanze del parchetto.  

parco giochi porto ceresio

Con delibera della Giunta del 21 Gennaio si chiude a Porto Ceresio l’annosa nota vicenda del piccolo Parco Giochi di Via degli Alpini (nella foto). Si chiude purtroppo con l’unica decisione che l’Amministrazione Comunale ha ritenuto di dover prendere, seppur a malincuore, e cioè con la la rimozione di tutti i giochi per bambini e delle panchine e con la recinzione e chiusura definitiva dello spazio e conseguente interdizione dell’accesso a quella che fu l’unica area della zona destinata ad attrezzature di gioco per bambini. Una decisione che è dispiaciuto dover prendere, ma l’unica adatta a risolvere definitivamente una assurda questione che ha visto già il Comune soccombere e sborsare la considerevole cifra di 87.000 euro a fronte di una sentenza del Tribunale.
La chiusura definitiva del piccolo parco rappresenta infatti l’unico modo per togliere materia al contendere e linfa ai perduranti ricorsi al tribunale e richieste di pagamento tuttora in atto da parte di chi si è sempre opposto al parco.
Riassumiamo brevemente la vicenda. Tra i mesi di giugno e ottobre del 1998, il Comune di Porto Ceresio realizzava, unitamente alla Pro Loco, presso detta area di proprietà comunale sita in Via Degli Alpini, un parco giochi ad uso del comparto residenziale presente nella zona, creando così l’unico spazio verde attrezzato a beneficio degli abitanti di tale parte del Comune di Porto Ceresio. E’ subito intervenuto un ricorso al tribunale contro la costruzione del parco e contro le “emissioni rumorose” da esso provenienti.
Il giudizio si concludeva con l’emanazione di una sentenza del 2003, poi confermata negli altri gradi di giudizio che condannava l’Amministrazione Comunale a pagare per le immissioni rumorose.
Intanto l’Amministrazione Comunale procedeva all’approvazione del nuovo strumento urbanistico comunale che, rispetto al parco giochi esistente, prevede una destinazione a “Servizi esistenti” ed, in particolare, ad “attrezzature per aree verdi gioco e sport”. Da qui nuovi ulteriori ricorsi al tribunale e richieste di pagamento. Dopo il pagamento della cifra citata, ancora avvocati, ancora spese in un eterno contenzioso, sebbene dalle relazioni dei Carabinieri e della Polizia Locale risulti un utilizzo solo saltuario del piccolo parco e da parte di poche persone. Eppure il buon senso e l’osservazione della realtà bastano, né sarebbe bastato il semplice smantellamento delle strutture. In base alle indagini fonometriche svolte, basta il semplice vociare di pochi bambini anche transitanti per superare quello che è considerato il limite della normale tollerabilità.
Ecco allora che il rischio di incappare ancora in condanne ed obblighi a pagare, oltre all’onere di dover comunque perennemente difendersi ed affrontare spese legali, ha portato il Comune ad assumere la decisione più radicale, ma anche la più adatta a mettere il Comune al riparo da ulteriori ed eterni contenziosi.
Certo questo significa che non sarà più possibile creare un piccolo spazio attrezzato per bambini in un’area residenziale in prossimità di abitazioni, ma davvero non era possibile fare altrimenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2015
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