Gallarate ricorda il Maestro Enrico Rovelli

Negli anni Cinquanta aprì una scuola di musica in città, insegnando ai giovani pianoforte, fisarmonica e facendo "scoprire" la chitarra elettrica. A dieci anni dalla scomparsa, un libro e una mostra lo ricordano

enrico rovelli

Nel decennale dalla scomparsa di Enrico Rovelli, sabato 9 maggio alle 17 il centro parrocchiale San Paolo Apostolo di Sciarè ospita la presentazione del libro e della mostra “Una vita per la musica – Maestro Enrico Rovelli, memorie e testimonianze” (nella foto, con un gruppo di alunni).

Nato nel 1910 in Brianza, si trasferì da giovanissimo a Milano per diventare musicista. Frequentò la scuola Anzaghi e ben presto divenne docente. Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale il cuore lo portò a Gallarate, dove aprì in via Arconti la prima scuola di musica della città. In quarant’anni d’attività sono passati dal suo studio più di 700 alunni,rovelli-chitarre insegnando a tantissimi giovani di allora il pianoforte, la fisarmonica e la chitarra elettrica, simbolo di quel rock’n roll che dall’America, a partire dagli Anni Sessanta, rivoluzionò per sempre il mondo della musica. Tra loro Aldo Ceccato, oggi direttore d’orchestra, e il pianista Marcello Pennuto. Che ricorda: «In terza elementare i miei genitori mi regalarono una tastiera. A quel punto ci voleva un maestro e a Gallarate c’era un nome solo: Rovelli di Cedrate. Gli devo davvero molto».

Nel 1955 costituì il complesso fisarmonicistico “Città di Gallarate” che per quasi vent’anni girò tra i teatri del Nord Italia.  La migliore esibizione  in città rimane quella in piazza Garibaldi per il centenario dell’Unità d’Italia. Locandine e fotografie dell’epoca, registrazioni inedite, ritagli di giornale, spartiti originali e vecchi strumenti saranno esposti nella mostra visitabile sabato dalle 17 alle 19 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

Pubblicato il 07 Maggio 2015
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