La Lega e il dissidente Trecate, la vicenda torna in consiglio comunale

La segreteria provinciale e cittadina del carroccio non vogliono nel gruppo il consigliere considerato ostile alla linea di Salvini. Ma lui risponde: "Nessuno mi può cacciare"

gruppo lega nord gallarate

La Lega Nord riporta in consiglio comunale il caso del consigliere Antonio Trecate, allontanato dal movimento per le posizioni critiche verso la linea di Matteo Salvini: una vicenda, quella di Trecate, che mette in luce qualche tensione all’interno del mondo leghista, che con Salvini cerca una nuova identità, meno nordista e più da destra nazionale (con ammiccamenti al Sud e alla destra radicale).

Le segreterie provinciali e cittadina del carroccio il mese scorso hanno scritto una lettera molto dura al presidente del consiglio comunale Marco Casillo, chiedendo che Trecate fosse allontanato dal gruppo consigliare. Una richiesta impossibile da attuare (a Gallarate come in qualunque consesso, perché gli eletti rappresentano i propri elettori, non il partito) e a cui Casillo ha risposto a norma di regolamento. Ciò nonostante, il capogruppo del Carroccio Paolo Bonicalzi ha riproposto nuovamente la questione, per ragioni politiche: «Antonio Trecate non fa più parte del nostro gruppo», ha detto in apertura di consiglio. Bonicalzi ha detto che «Antonio ha seguito consigli sbagliati» e ha detto che segreteria e gruppo hanno tollerato «la sua voglia di non collaborare» per un periodo. Poi però le critiche espresse alla Lega targata Salvini durante la scorsa tornata di elezioni amministrative hanno fatto saltare l’equilibrio precario, «è stata la cascata che ha fatto traboccare il vaso, chi è causa del suo male pianga se stesso», ha concluso Bonicalzi.

Trecate, si diceva, non può essere “espulso” da un gruppo, lo stabilisce un principio generale previsto anche dal Testo Unico degli Enti Locali, la legge-base per i Comuni. «Solo io posso decidere se posso rimanere, in forza del mandato ricevuto dagli elettori per ora decido di rimanere nel gruppo» ha detto Trecate, che era consigliere già nella scorsa legislatura (2006-2011). Trecate ha duramente criticato la linea del carroccio di Salvini, in particolare per le aperture al Sud e per la rinuncia al secessionismo come prospettiva primaria: «Nascerà LeghItalia o Lega degli Italiani: anche grazie a voi non si parla più di questione settentrionale, federalismo o secessione, uniche parole che possono salvarci», ha detto, ricordando anche che «l’articolo 1 dello statuto della Lega Nord dice che il movimento “ha come finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania”».

Il capogruppo leghista Bonicalzi  ha anche accusato il presidente del consiglio Casillo di «non rispettare le minoranze e i gallaratesi» e di aver voluto interpretare il regolamento per “difendere” Trecate (Casillo ha invece richiamato le norme al proposito). Con l’intervento in consiglio, la Lega Nord evidentemente ha scelto di ribadire la compattezza sulla linea del segretario Matteo Salvini: il carroccio ha adottato anche a livello locale una linea identitaria, allontanando gli elementi considerati meno fedeli alla nuova impostazione e ipotizzando candidature di salviniani di ferro, anche a costo di uno strappo con Forza Italia.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 01 ottobre 2015
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