Ae srl, l’elettrodomestico “dalla culla alla pagella”

L’azienda specializzata nella progettazione e certificazione di prodotto vince la sfida dei mercati. Una storia che ha affascinato i giovani del progetto “Pmi day”

Disegnare, inventare, testare: il mondo degli elettrodomestici non ha frontiere per Ae, che sta per “Appliances engeneering”, azienda di Gavirate nel cuore della zona industriale.

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evento pmi day alla ae srl di gavirate 16 novembre 2015 4 di 18

Una vera e propria sorpresa in termini di ricerca e sviluppo per una scolaresca, l’ultima classe delle medie inferiori di Gemonio, oggi in gita in questa realtà quasi invisibile passando dalla strada che porta al centro commerciale. I ragazzi delle medie erano qui nell’ambito del progetto Pmi Day, voluto da Confindustria per legare il mondo della scuola a quello del lavoro.

Venti dipendenti, alcuni dei quali da poco assunti, età media bassissima, ambiente informale e creativo sono gli elementi che fanno di Ae un vero unicum per la provincia di Varese nel campo dell’engeneering e della certificazione.
La data di nascita è da collocarsi alla fine degli anni ’90 dall’intraprendenza del fondatore, Giacomo Luzardi, oggi affiancato dalla figlia Federica.

In via della Ciocca al civico 5 è situato un immobile disposto su due livelli: il primo piano è dedicato alla progettazione di elettrodomestici “dalla a alla z”: le fasi spaziano dal concept design allo sviluppo del progetto, passando per la realizzazione del prototipo e della prova funzionale.

«I clienti sono soprattutto aziende straniere: lavoriamo con l’Algeria, la Cina, la Russia e con moltissimi mercati in tutti i continenti – spiega Giacomo Luzardi, fondatore 18 anni fa di questa realtà cominciata in una mansarda con squadra e compasso e oggi proseguita con giovani ingegneri alle prese coi più moderni programmi di sviluppo in 3D – . Siamo una delle poche aziende in Italia che svolgono questo tipo di servizio: il cliente, soprattutto proveniente da mercati in crescita chiede precisione, inventiva, e soluzione dei problemi per lo sviluppo di progetti».

Il secondo comparto, quello più recente ma molto importante per lo sviluppo della Ae, riguarda la certificazione. «Qui si verifica che i prodotti rispettino i parametri di legge: vengono realizzati dei test specifici nei settori del freddo, del ‘fabric care’ (lavatrici e asciugatrici) e del ‘dishwashing’, le lavastoviglie – spiega Federica Luzardi – . Ma mentre le regole comunitarie prevedono una serie di autocertificazioni da parte dei costruttori, in altri paesi, come quelli del Golfo, spetta al costruttore dimostrare che quanto messo in commercio disponga dei requisiti».

Tradotto, significa verificare ad esempio come una lavatrice si comporta con lo sporco più difficile, con piatti imbrattati di uova o di spinaci, o con bicchieri dove campeggia il “fondino” di latte: c’è un team che seguendo specifiche regole studia come escono i piatti da un lavaggio.

Esistono in questo reparto appositi “kit” di stoffa macchiata con agenti difficili da candeggiare, vedi vino, olio e quant’altro può imbrattare una tovaglia: tutto viene messo nelle lavatrici da testare e poi passato al dettaglio di apposite strumentazioni che garantiscono il corretto funzionamento degli elettrodomestici.
Esempi che non sono passati inosservati ai ragazzi del Pmi Day che l’anno prossimo dovranno decidere che strada intraprendere per affrontare le sfide della vita lavorativa: i papabili, per questo settore, sono gli ingegneri meccanici, ma anche diplomati agli istituti tecnici, sebbene fra i neoassunti in molti abbiano frequentato il liceo scientifico.

Vi sono stati momenti anche divertenti quando ai ragazzi è stato mostrato come riprodurre in laboratorio un test su di un frigorifero prodotto da un cliente algerino: lì fa caldo e i ragazzi sono entrati in una stanza scaldata a 40° gradi: tutto per rendersi conto di come “lavora” un frigo ai confini col deserto.

Da qualche mese l’azienda ha ricevuto il via libera per il programma di certificazione “energy star” che significa il timbro sul passaporto per lavorare col mercato statunitense.

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 16 Novembre 2015
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