Controlli in azienda, 200.000 euro di multe
Controllate 8 aziende e 51 lavoratori dei quali ben 35 sono risultati essere in nero. I Carabinieri: "Riscontrata una serie gravissima di violazioni"

Nelle due ultime settimane, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Varese e il personale della Direzione Territoriale del Lavoro di Varese hanno proceduto al controllo di otto attività commerciali in Varese e Provincia, elevando sanzioni per un totale complessivo di 197.000 euro.
Gli obiettivi oggetto del controllo sono stati selezionati dai Carabinieri a seguito di un’accurata ricerca sul territorio ed una serie di servizi di appostamento e di ricognizione visiva. E così, nei giorni scorsi, sono iniziati i controlli a “colpo sicuro”: le otto ditte ispezionate sono risultate essere tutte irregolari per l’impiego di numerosi lavoratori “in nero” e per le accertate violazioni in materia di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro.
In particolare è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per cinque imprese, poi revocato dal datore di lavoro a seguito della regolarizzazione dei predetti lavoratori, del versamento dei previsti contributi previdenziali e del pagamento delle sanzioni amministrative previste dalla vigente normativa (per un totale di euro 10.000,00). Ancor peggiore risulta la situazione contrattuale dei lavoratori: su un totale di 51 persone ben 35 sono risultate prive di contratti, copertura assicurativa e previdenziali. Ecco il dettaglio, diffuso dai Carabinieri, di tutte le attività ispettive.
Brenta: presso un ristorante di cucina italiana sono stati occupati nr. 7 lavoratori “in nero” ed è stato installato senza autorizzazione un impianto di videosorveglianza. Scattata la predetta sospensione dell’attività imprenditoriale.
Gallarate: presso un ristorante di cucina cinese / giapponese sono stati occupati nr. 7 lavoratori in nero ed il datore di lavoro ha omesso di redigere il documento di valutazione dei rischi. Presso un night club sono stati occupati nr. 6 lavoratrici in nero ed il datore di lavoro ha omesso di redigere il documento di valutazione dei rischi. Per tutte è scattata la sospensione dell’attività.
Caronno Pertusella: presso un centro commerciale gestito da cinesi sono stati occupati “in nero” nr. 4 operai, il datore di lavoro ha omesso di redigere il documento di valutazione dei rischi, di eseguire la formazione ed informazione sulla sicurezza dei dipendenti. Inoltra ha installato un impianto di videosorveglianza privo di autorizzazione. Presso due imprese esercenti l’attività c.d. di gommista sono stati occupati nr. 2 lavoratori “in nero”. I predetti datori di lavoro hanno omesso di redigere il documento di valutazione dei rischi ed hanno installato un impianto di videosorveglianza senza autorizzazione. Presso una di queste imprese è stato anche accertata l’ostruzione delle uscite di sicurezza. Per tutte è scattata la sospensione dell’attività.
Uboldo: Presso un bar/tabacchi sono stati occupati nr. 2 lavoratori “in nero” ed il datore di lavoro ha omesso di redigere il documento di valutazione dei rischi. Scattata la sospensione dell’attività.
Ferno: Presso una ditta di logistica sono stati occupati nr. 4 lavoratori “in nero” ed il datore di lavoro ha omesso di redigere il documento di valutazione dei rischi e tutta la documentazione in materia di tutela della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro. Anche qui è scattata la predetta sospensione dell’attività.
In particolare l’attività dei controlli ha accertato un fatto molto grave nel Comune di Gallarate all’interno di un’azienda che si occupa di addobbi natalizi. Ecco la descrizione di quanto trovato
I militari si sono trovati davanti ad una serie gravissima di violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro con immediato pericolo dell’incolumità dei lavoratori ivi presenti. Di fatto i tre dipendenti dell’impresa operavano in pessime condizioni di sicurezza: luoghi di lavoro privi di riscaldamento e di impianto antincendio, impianto elettrico privo di conformità e che produceva il pericolo di elettrocuzione (folgorazione), il materiale era accatastato a caso su una serie di bancali di altezza superiore a tre metri che non erano stati sufficientemente ancorati all’immobile, producendo di fatto il rischio di crollo. Il personale occupato è risultato essere tutto “in nero”. A causa della predette gravissime violazioni si è proceduto al sequestro dell’immobile della ditta.
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